L'INCHIESTA

Suicida in carcere con i lacci delle scarpe a Novara. Il gip: "Si continui a indagare"

La procura di Novara aveva chiesto l'archiviazione per la morte di Michael Monsolino, mentre la famiglia si era opposta. L'avvocato Visca: "Non fu visitato in modo corretto e fu lasciato solo"

In cella da solo e con i lacci delle scarpe a disposizione. Per i parenti di Michael Monsolino, ma anche per il giudice per le indagini preliminari di Novara, Gianluca De Rosa, non un trattamento corretto per chi, come il 29enne torinese, aveva già tentato altre volte di togliersi la vita. Cosa che poi ha fatto proprio in quella cella del carcere di Novara il 5 luglio del 2023. Sulla vicenda è partita subito un'inchiesta, ma l'anno scorso la procura aveva chiesto l'archiviazione dell'indagine per omicidio colposo: scelta su cui il suo avvocato, Gianluca Visca, ha dato battaglia, sostenendo che le fragilità di Monsolino erano ben note: “Ritengo che vi sia stata quanto meno una superficialità della valutazione e una visita inadeguata, si poteva tranquillamente evitare questa morte in carcere” dice il legale.

Ora il Gip ha ordinato di fare altre indagini, sentendo agenti polizia penitenziaria di Torino, i parenti della vittima, ma soprattutto approfondire se sia stato visitato in modo corretto dalla psichiatra del carcere di Novara che lo incontrò al momento del suo arrivo nella struttura detentiva. Monsolino, finito in carcere una prima volta a vent'anni, era già stato nelle strutture di Torino e Vercelli: non è chiaro se quando è stato spostato a Novara avesse quei lacci con sé o se glieli abbiano forniti lì. “La famiglia era molto preoccupata anche perché il ragazzo era già stato salvato in limine nel carcere di Torino da personale altamente preparato” racconta l'avvocato Visca.

Gli approfondimenti della procura, su cui si basava la richiesta di archiviazione, dicono che nel carcere di Novara le stringhe siano "oggetti consentiti" per decoro e dignità, a meno di specifiche indicazioni mediche. Al momento nessuno è indagato, ma i nuovi atti d'indagine potrebbero richiedere - proprio a tutela dei protagonisti - l'iscrizione di chi ha avuto un ruolo nella vicenda.

Intervista a: Gianluca Visca, avvocato famiglia Monsolino