Arte e cucina

L'unità d'Italia è avvenuta anche a tavola: la mostra al Museo Nazionale del Risorgimento

A Palazzo Carignano a Torino ricettari, menù, utensili e opere d'arte per ripercorrere la nascita della cucina italiana

Per capire come sono stati fatti gli italiani dopo aver fatto l'Italia, oltre ai codici civili e ai grandi momenti della storia, c'è il racconto del quotidiano e c'è soprattutto la tavola - vissuta come momento di aggregazione sociale e culturale. 
È questo il filo rosso della mostra al Museo nazionale del Risorgimento Italiano, “Da Cavour All'artusi, l'Italia del Risorgimento raccontata attraverso il cibo”.

“Incredibilmente, se nel marzo del 61 l'unità d'Italia era caratterizzata da tante diverse cucine regionali, tanto diverse che erano usate per i linguaggio ingiurioso, ad esempio per il nord il sud erano mangiapasta, al nord erano mangiapolenta”, ci racconta Luisa Papotti, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento “invece a 160 dall'Unità l'unica cucina nazionale che l'Unesco iscrive alla lista del patrimonio immateriale è quella italiana.”

In mostra ci sono gli utensili, i primi ricettari di matrice francese e i primi menù, e naturalmente il libro di Pellegrino Artusi che con la sua “Scienza in cucina e l'arte del mangiare bene” scrive nel 1891 il primo libro di cucina italiana. Un libro fondamentale anche secondo la direttrice Papotti “Dal cuscussù tipico della cucina siciliana ai krapfen nel nord, è fortissima la vendita di questo ricettario che diventa una sorta di blog ante litteram”, e ci spiega di come le cose, nel tempo, cambiano poco “lui riceve miriadi di lettere e cartoline. Da un lato riceve complimenti dall'altro riceve sollecitazioni e correzioni da tutte le massaie.”

Questo mosaico di cucine che l'artusi codifica diventa una realtà concreta con la prima guerra mondiale. In mostra c'è la prima pentola a pressione e la prima cucina da campo.

Con loro altre immagini di grandissima convivialità, come i caffé, i ristoranti, le osterie: altri luoghi storici in cui si costruisce l'identità attorno al cibo.