Puglia
24 Settembre 2021 Aggiornato alle 18:36
Cronaca

Maria e Giuseppe come migranti, il presepe diventa denuncia sociale

Fa discutere il presepe allestito in piazza ad Acquaviva delle Fonti. Il sindaco difende la scelta
Credits © Tgr Il presepe di Acquaviva delle Fonti
Il presepe di Acquaviva delle Fonti
Giuseppe e Maria immersi in un mare fatto di bottiglie in plastica, Gesù Bambino nero con un salvagente. Alle spalle della Sacra Famiglia, un braccio che emerge dall'acqua, simbolo inequivocabile di un migrante che sta annegando, e poi reti rosse e boe di segnalazione. Fa discute il presepe allestito in piazza ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. "Il bambino nasce nel mare - spiega il sindaco Davide Carlucci - dove con Giuseppe e Maria, profughi, non accolti da nessuno, vive l'esperienza che molti migranti affrontano nel nostro Mar Mediterraneo". E aggiunge: "Quando l'arte fa scandalo, e quando anche il messaggio religioso è, per dirla con don Tonino Bello 'scandaloso', vuol dire che l'obiettivo è stato raggiunto". E a chi critica il presente pro-migranti risponde: "Vi sarebbe piaciuto vietare questa installazione, vi sarebbe piaciuto dar sfogo a pruriti fastidiosi. Ad Acquaviva c'è ancora la libertà, c'è ancora la democrazia. Fatevene una ragione".

					

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