Puglia
26 Febbraio 2021 Aggiornato alle 18:46
Economia & Lavoro

Il colosso mondiale dell'acciaio taglia la produzione in Europa

. Bloccato l'aumento della produzione in programma nello stabilimento di Taranto. Preoccupati i sindacati.
Credits © Rai
 Il primo produttore mondiale di acciaio, ArcelorMittal, ha annunciato di voler tagliare temporaneamente la produzione di acciaio in Europa. La riduzione sarà di 3 milioni di tonnellate annue, un taglio "strategico", se paragonato ai 92,5 milioni di tonnellate di "crude steel" prodotto in Europa nel 2018 dalla conglomerata con sede a Lussemburgo. Sufficiente però a sospendere temporaneamente la produzione degli stabilimenti di Cracovia in Polonia e delle Asturie in Spagna. E a bloccare l'aumento della produzione dell'Ex Ilva di Taranto che ArcelorMittal Italia contava di portare a 6 milioni di tonnellate nel 2020. Una decisione che allarma i sindacati che chiedono subito l'apertura di un tavolo per la verifica dell'accordo che ha consentito al gruppo di acquisire le raffinerie pugliesi. Alla base della decisione ci sarebbe l'indebolimento della domanda interna europea (anche a causa del calo della produzione nel settore automotive), l'aumento delle importazioni da paesi extra Ue associato all'insufficiente protezione commerciale della produzione del vecchio continente, gli elevati costi energetici e l'aumento dei costi della C02. Insomma uno scenario "complesso", nel quale i dazi Usa sulla Cina sono solo uno degli elementi. Preoccupati i sindacati per lo stabilimento di Taranto:  "La risalita produttiva dovrà avvenire nei tempi previsti dal piano (non più di 6 milioni di tonnellate fino al 2023 e tetto a 8 milioni) senza subire o farsi influenzare da eventuali variazioni negative che ciclicamente interessano il mercato dell'acciaio" afferma il segretario generale della Uilm Rocco Palombella. "Serve subito un incontro di verifica", dice la leader Fiom Francesca Re David secondo la quale "è grave che l'azienda abbia comunicato la decisione di ridurre la produzione senza alcuna condivisione preventiva con i sindacati".  

					

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