Puglia
01 Aprile 2020 Aggiornato alle 19:06
Economia & Lavoro

Arcelor Mittal verso il blocco delle attività non essenziali

Dopo l'ultimo provvedimento del governo, il siderurgico chiede chiarimenti sulla sospensione della produzione
Credits © Tgr Puglia Arcelor Mittal
Arcelor Mittal
Provvedimenti immediati per l'ex Ilva, ora ArcelorMittal, a Taranto: e' quello che i sindacati metalmeccanici chiedono dopo le dichiarazioni di ieri sera del premier Giuseppe Conte, a proposito della  necessita' di fermare una serie di attivita' non essenziali per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus. La fabbrica dell'acciaio, gia' interessata da una serie di fermate di impianti, va verso un'ulteriore, importante frenata. Con la sua estensione territoriale, superiore a quella della stessa citta' di Taranto, e con un numero di addetti, solo diretti, indotto escluso, di 8200 lavoratori, il siderurgico pugliese e' tra le maggiori industrie del Paese. Lavoratori e sindacati attendono oggi di saperne di piu'. 
Attualmente in ArcelorMittal sono fermi da alcuni giorni una serie di impianti dell'area a freddo, ai quali si sono aggiunti nelle ultime ore anche altri due impianti dell'area a caldo, la piu' importante dello stabilimento:  si tratta dell'altoforno 2 e dell'acciaieria 1. Attualmente restano in funzione gli altiforni 1 e 4 (gli altiforni producono la ghisa poi trasformata in acciaio) e l'acciaieria 2. In funzione - sia pure con una serie di limitazioni - mense e trasporti interni. In conseguenza della riduzione effettuata, il  personale presente in fabbrica sui tre turni e' sotto le 4mila unita' nei tre turni di lavoro - sotto il 50 per cento quindi -, con una maggiore presenza nel primo turno e a decrescere nel secondo e terzo. In questi giorni arrivati anche molti certificati medici: tra i 1500 e i 1700. Ridotte notevolmente, inoltre, le attivita' delle imprese dell'indotto-appalto, oltre 300 dipendenti di ArcelorMittal in Smart Working e l'azienda ha gia' comunicato ai sindacati che sostituira' la cassa integrazione ordinaria attualmente in corso per crisi di mercato (tetto massimo, 1273 addetti) con la cassa integrazione per Covid19 coinvolgendo circa 5mila unita'. Il siderurgico e' un complesso a ciclo integrale, h24. La gestione della fabbrica deve sottostare a precise regole impiantistiche e di sicurezza. Gli altiforni, per le loro caratteristiche tecniche, non vengono mai spenti se non quando devono essere rifatti. Possono pero' essere messi al "minimo tecnico" come accaduto piu' volte, con squadre di lavoratori "comandati" addetti alla loro sicurezza. E al momento sembra essere questa la soluzione più probabile. Domani,  sindacati e azienda avranno un nuovo incontro, gia' programmato, per il punto della situazione.

					

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