Puglia
22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 14:06
Economia & Lavoro

ArcelorMittal chiude l'area a freddo.Il Ministro Patuanelli convoca vertice

I lavoratori chiedono l'intervento del Governo. Il 22 maggio la mobilitazione indetta dai sindacati confederali davanti alla prefettura. Si dell'azienda alla rotazione dei lavoratori in cassa integrazione
di Mimmo Spina
Credits © TGR Puglia ArcelorMittal
ArcelorMittal
Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato per lunedì 25 maggio, in videoconferenza, i sindacati e i vertici di Arcelor Mittal per discutere la situazione dell'ex Ilva. E' quanto si apprende da fonti sindacali. L'appuntamento è per le ore 11
Dichiarazione del Sindaco Rinaldo Melucci
rinaldo meluccirinaldo melucci
 "Sull'ex Ilva incombe la catastrofe, non c'è più alcun margine per misure palliative, il Governo abbia il coraggio di voltare una volta per tutte pagina". Lo dice il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, a proposito della grave crisi di ArcelorMittal che ha aumentato il ricorso alla cassa integrazione e per la quale il Governo ha convocato un incontro il 25 maggio
Si dell'azienda alla rotazione del personale in cassa integrazione
ArcelorMittal "ha accolto le richieste di Fim, Fiom e Uilm confermando la piena disponibilità ad applicare le rotazioni a parità di mansione, ove possibile, non solo per i lavoratori che hanno ricevuto la lettera con la data di rientro, ma anche a coloro che hanno ricevuto la lettera con la dicitura 'sino a differente comunicazione' ". E' quanto comunicano i coordinatori di fabbrica delle tre sigle metalmeccaniche dopo l'incontro di oggi pomeriggio con l'azienda a Taranto. La rotazione del personale in cassa integrazione - che attualmente a Taranto interessa circa 3200 unità - era una delle richieste avanzate dai sindacati ieri all'azienda e sulla quale quest'ultima si era riservata una risposta. Le sigle metalmeccaniche dicono inoltre che "per  i reparti al momento fermi, permane la condizione precedentemente comunicata". I coordinatori di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm - si specifica - hanno richiesto un immediato confronto con la direzione aziendale di ArcelorMittal  "per affrontare e discutere nel merito le anomalie contenute nelle lettere per la comunicazione di collocazione in cassa integrazione  Covid-19, inviate ai lavoratori"."Abbiamo nello specifico segnalato - dichiarano i coordinatori - l'anomalia contenuta nella lettera di cassa dove ad alcuni lavoratori viene indicata la data di rientro e ad alcuni, invece, è testualmente riportato  'sino a differente comunicazione'". Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto ai responsabili delle relazioni industriali "di far effettuare una equa rotazione di cassa integrazione ordinaria dove possibile". 
Il consiglio di fabbrica dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto e le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm annunciano per venerdì 22 maggio un sit-in davanti alla Prefettura, per protestare contro "l'inspiegabile scelta" della multinazionale "di chiudere tutta l'area a freddo - spiegano in una nota congiunta - e aumentare il numero di lavoratori in cassa integrazione determinando, di fatto, un rischio per la sicurezza dei lavoratori e degli stessi impianti". Una scelta che le organizzazioni sindacali definiscono "incomprensibile e con il solito fine ricattatorio nonostante ci siano commesse già in ordine e mai interrotte". Secondo Fim, Fiom e Uilm, "è del tutto evidente che l'azienda provi a ritagliarsi uno spazio con il governo per provare a trattare miglior condizioni di favore sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini. Da tempo denunciamo uno stato di abbandono degli impianti, oltre che il fermo delle attività previste dalle prescrizioni del piano ambientale". Inoltre, "all'interno della fabbrica - sostengono le sigle metalmeccaniche - si vive un clima di paura creata ad arte per intimorire i lavoratori, basti pensare al proliferare di contestazioni disciplinari e licenziamenti. Una situazione divenuta ormai insostenibile e che deve necessariamente essere affrontata dal governo con chiarezza e determinazione". In assenza "di risposte immediate" le organizzazioni sindacali, "osservando tutte le restrizioni in atto previste dal Dpcm ultimo, metteranno in campo azioni di lotta, a partire dalla mobilitazione del 22 maggio".

					

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