Puglia
20 Ottobre 2021 Aggiornato alle 17:46
Cronaca

Scarcerato Capristo. Chiesto giudizio immediato per ex Procuratore Taranto

Carlo Maria Capristo, ex capo della Procura di Taranto, arrestato il 19 maggio con l'accusa di tentata concussione andrà a processo il 12 ottobre
Credits © Tgr Carlo Maria Capristo
Carlo Maria Capristo
Dopo tre mesi agli arresti domiciliari è tornato in libertà l'ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, arrestato il 19 maggio con altre quattro persone con l'accusa di aver fatto pressioni su una pm. Il gip del Tribunale di Potenza Antonello Amodeo ha accolto l'istanza della difesa, ritenendo cessate le esigenze cautelari sulla base del fatto che il giudizio immediato chiesto dalla Procura ha ormai cristallizzato l'impianto probatorio (il processo inizierà il 12 ottobre). Il gip ha tenuto anche conto della domanda di pensionamento e del tempo trascorso
Tornano in libertà i tre imprenditori di Bitonto (Bari) Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo, imputati con l'ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo nel processo dinanzi al Tribunale di Potenza, sulle presunte pressioni nei confronti  di Silvia Curione, ex pm di Trani dov'era prima in servizio Capristo, perché avviasse un ingiusto procedimento per usura nei confronti di una persona "infondatamente" denunciata dagli imprenditori. Nei confronti dei tre imprenditori, arrestati il 19 maggio con Capristo e con l'ispettore di polizia Michele Scivittaro, il gip di Potenza Antonello Amodeo ha ritenuto cessate le esigenze cautelari, accogliendo l'istanza di revoca presentata dai difensori, gli avvocati Pino Giulitto e Giovanni Capaldi. I tre imprenditori tornano in libertà, dopo tre mesi agli arresti domiciliari, all'indomani del giudizio immediato chiesto e ottenuto per tentata concussione dalla Procura di Potenza, cristallizzando l'impianto probatorio (il processo inizierà il 12 ottobre). Ieri era stata disposta la revoca dell'arresto dell'ex procuratore Capristo e due giorni fa quella dell'ispettore Scivittaro, che ha chiesto il patteggiamento a 1 anno e 10 mesi di reclusione
Stessa richiesta di giudizio immediato per i tre imprenditori baresi Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. L'accusa iniziale era di induzione indebita a dare o promettere utilità, riqualificata in tentata corruzione dal tribunale del Riesame di Potenza. Le parti offese sono i sostituti procuratori Silvia Curione e Lamberto Marazia, in servizio a Trani e Taranto al momento dei fatti contestati (ora sono entrambi a Bari). Ha richiesto il patteggiamento l'ispettore di polizia Michele Scivittaro, altro indagato nell'inchiesta della Procura di Potenza, con richiesta di pena di un anno e dieci mesi su cui la parola passerà nelle prossime settimane al gip di Potenza. Secondo l'accusa, in concorso, i cinque avrebbero operato per indurre il pm Curione a procedere in sede penale, senza che ne ricorressero i presupposti, contro una persona denunciata per usura dagli imprenditori. A Capristo vengono contestati pure i reati di falso in atto pubblico e truffa aggravata, in concorso con Scivittaro, per presunte false attestazioni in cui l'ispettore risultava in servizio mentre invece era impegnato in altre attività. Come reso noto dalla Procura di Potenza, diretta dal procuratore capo Francesco Curcio, in questo modo si chiude ''un primo filone investigativo''.

					

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