Puglia
22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 19:45
Ambiente

Due rarissime cicogne nere uccise dai bracconieri

Sono state brutalmente abbattute il 6 settembre, giorno di pre-apertura della caccia, nei pressi del Parco naturale del Bosco Incoronata nel Foggiano
Credits © TGR Puglia Cicogna nera
Cicogna nera
La drammatica conferma viene dal referto dell'esame radiografico, emesso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, che certifica la presenza di corpi metallici riferibili a pallini da caccia nel corpo dell'unica cicogna recuperata. Lo stesso istituto ha inviato la documentazione all'Autorità giudiziaria, con le prove che l'abbattimento è stata opera di cacciatori. Secondo il Centro Studi Naturalistici ONLUS si tratta di "Un evento gravissimo che conferma tutte le preoccupazioni lanciate dal mondo ambientalista contro le pre-aperture in deroga alla L. 157/1992, in quanto quella che dovrebbe essere una deroga concessa solo in presenza di rigorose e determinate condizioni comprovate scientificamente, è ormai diventata in molte regioni italiane (inclusa la Puglia) il consueto “contentino” bipartisan di politici e amministratori per ingraziarsi il mondo venatorio". L'associazione foggiana ricorda che settembre è un periodo nel quale è ancora in corso lo sviluppo degli ultimi nati per diverse specie sottoposte a prelievo venatorio, ma anche una fase ancora delicata del ciclo biologico per diverse specie protette, quindi consentire di “avere un fucile carico” a portata di mano di certo favorisce i malintenzionati nel commettere atti di bracconaggio quasi indisturbati. Purtroppo, ora, due esemplari adulti di cicogna nera, forse l’unica coppia nidificante in Capitanata, sono andati irrimediabilmente perduti.             

					

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