Puglia
22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 08:49
Economia & Lavoro

Copertura nastri. Mittal impugna il decreto del ministro Costa

La multinazionale ricorre al Tar Lazio contro l'ultimazione, prevista anche dall'Aia, dei lavori entro il prossimo 30 aprile. L'anticipo della data, secondo Mittal, comporterebbe la chiusura dell'altoforno 4
Credits © TGRPuglia Arcelor Mittal a Taranto
Arcelor Mittal a Taranto
A  quindici giorni dalla firma del decreto da parte del ministro dell'Ambiente, Sergio Costa che proroga ad ArcelorMittal -  ma con una limitazione -  i tempi per l'ultimazione della copertura dei nastri trasportatori del siderurgico di Taranto, l'azienda impugna al Tar del Lazio il provvedimento del ministro. L'atto e' di una quarantina di pagine. Il ricorso notificato gia' alle parti in causa, tra cui Arpa Puglia, contraria alla proroga. Lo scorso 30 settembre, a chiusura di una istruttoria tecnica in conferenza di servizi, il ministro dell'Ambiente ha decretato che i lavori di copertura dei nastri, previsti dalla prescrizione numero 6 dell'Autorizzazione integrata ambientale, devono essere tutti ultimati da ArcelorMittal entro il prossimo 30 aprile. Invece per nastri e torri in quota, la data e' anticipata al 31 gennaio prossimo. 
L'azienda aveva invece chiesto 14 mesi a decorrere da maggio scorso, termine entro il quale i lavori avrebbero dovuto concludersi. Arrivati alla scadenza di maggio, pero', il ministero non concesse alcuna proroga ma differi' la decisione entro la fine di settembre. Circa la copertura dei nastri, che trasportano le materie prime della produzione dal parco minerali, dove sono stoccate, agli impianti, il ministro Costa ha disposto nel decreto che, fermo restando la scadenza del 30 aprile 2021, il gestore, cioe' ArcelorMittal, deve procedere "a dare celere e' sostanziale avvio delle attivita' di chiusura dei nastri e torri in quota, fino al loro totale completamento (100%) da effettuarsi nel piu' breve tempo possibile e comunque non oltre il 31 gennaio 2021".
L'ultimazione di tutte le prescrizioni ambientali Aia per il siderurgico di Taranto resta invece confermata al 23 agosto 2023,cosi' come prevede il Dpcm di settembre 2017 (e' il provvedimento che ha recepito l'Aia stessa). ArcelorMittal, in conferenza dei servizi, aveva fatto presente che anticipare il traguardo intermedio per le strutture in quota da febbraio 2021 a gennaio 2021, anticipo che riguarderebbe non il 90 per cento ma il 100 per cento, comporterebbe la fermata, alla stessa data, dell'altoforno 4. Uno dei due attualmente in marcia nel siderurgico. L'altro e' l'1 mentre il 2 e' fermo da marzo. I nastri in quota dell'altoforno 4 hanno come completamento il 30 giugno 2021 e di conseguenza, aveva dichiarato l'azienda, non essendo completi i lavori a fine gennaio prossimo, da quel momento l'altoforno 4 dovrebbe rimanere fermo per 5 mesi con una perdita di 800mila tonnellate di ghisa. Dopo il decreto di Costa, ArcelorMittal non ha ufficialmente manifestato alcuna reazione. Ora pero' e' arrivata l'impugnazione al Tar del Lazio.

					

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