Puglia
05 Luglio 2022 Aggiornato alle 16:41
Cronaca

Marò: le mogli di Girone e Latorre "dimostreranno la loro innocenza"

Nel 2012 la procura di Roma aprì un fascicolo per omicidio volontario, a breve inizierà la fase processuale. In India il caso verrà definitiivamente archiviato probabilmente il prossimo 19 aprile
Credits © TGRPuglia Salvatore Girone e Massimiliano Latorre
Salvatore Girone e Massimiliano Latorre
Per l'India, a distanza di nove anni, il caso dei due marò italiani potrebbe essere archiviato nei prossimi giorni, con un risarcimento milionario alle famiglie dei pescatori uccisi. Per i fucilieri di Marina e le loro famiglie, invece, questo è il momento della "verità", quella che vogliono emerga in "tempi brevi" dal processo al quale li sottoporrà l'Italia: "La nostra dignità conta" e "dimostreranno la loro innocenza", dicono all'Ansa le mogli di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I due militari sono accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però, morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l'armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, a luglio scorso il tribunale internazionale dell'Aja, che ha riconosciuto "l'immunità funzionale" ai fucilieri, ha stabilito che la giurisdizione sul caso spetta all'Italia e ha disposto che le famiglie delle vittime siano risarcite con circa un milione di euro. Dopo il versamento della somma, come deciso ieri dalla Corte suprema di New Delhi, il caso in India verrà definitivamente archiviato, probabilmente già il prossimo 19 aprile.
Non sarà così per l'Italia: dal 2012 la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e ora sotto la lente dei magistrati ci sono anche gli atti inviati dal tribunale arbitrale. "Il messaggio che sta passando - spiega Paola Moschetti, moglie di Latorre - è che tutto sia finito ma non è così", perché ora "inizia la fase processuale in Italia e noi speriamo che porti alla verità". Per Vania Ardito, moglie di Girone, i fucilieri adesso "potranno dimostrare la loro innocenza dinanzi al tribunale italiano". Quanto al "compenso dovuto agli indiani - aggiunge - non è un risarcimento per responsabilità dei nostri militari, ma è dovuto dalla sentenza 'politica' del tribunale dell'Aja, al fine di trovare un compromesso per entrambi le parti: lo preciso - evidenzia - perché nessuna figura istituzionale finora lo ha mai specificato". L'auspicio dei fucilieri e dei loro famigliari, dunque, è che la giustizia faccia il suo corso celermente: "Non possiamo perdere altri dieci anni della nostra vita per arrivare alla verità dei fatti", afferma Paola Moschetti.  

					

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