Puglia
18 Giugno 2021 Aggiornato alle 19:35
Economia & Lavoro

Attesa nelle prossime ore la sentenza del Consiglio di Stato sull'Ilva

Chiamato a decidere se confermare o bocciare la sentenza del Tar di Lecce che lo scorso 13 febbraio ha ordinato lo spegnimento in 60 giorni degli impianti dell'area a caldo del siderurgico di Taranto
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L'ex Ilva
Dopo la sentenza della Corte d'Assise di Taranto, che lo scorso 31 maggio ha condannato quasi tutti gli imputati del processo 'Ambiente Svenduto', la sentenza del Consiglio di Stato è l'altro nodo giudiziario fondamentale per la più grande acciaieria d'Europa, perché rischia di avere impatti immediati. Il verdetto del Consiglio di Stato è anche molto atteso dal Governo (dai ministri Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo economico e Roberto Cingolani alla Transizione ecologica) per capire cosa fare e come intervenire per il futuro, dopo il versamento da parte di Invitalia di 400 milioni ad ArcelorMittal Italia, per la costituzione della la nuova società pubblico privata Acciaierie d'Italia. Quest'ultima, deve ancora insediare il cda, con Franco Bernabè presidente, ma soprattutto deve avviare sia il nuovo piano industriale sia la trattativa con i sindacati per la riorganizzazione del personale: 10.700 unità nel gruppo, di cui 8.200 a Taranto, e in parte attualmente in cassa integrazione Covid. Domani alle 12, fra l'altro, l'ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, incontrerà i sindacati a Taranto, dopo aver chiesto ieri una nuova cassa integrazione ordinaria dal 28 giugno per 12 settimane. La sentenza del Tar Lecce di febbraio scorso ha confermato una ordinanza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, di febbraio 2020 che inizialmente era stata sospesa dagli stessi giudici amministrativi su impugnazione delle controparti aziendali. E' l'ordinanza del sindaco, infatti, che dispone lo stop agli impianti dell'area a caldo in 60 giorni in quanto fonti emissive pericolose per la salute e per l'ambiente.  Al Consiglio di Stato la discussione e' stata molto serrata. Uno dei punti sollevati è se rientrino nei poteri del sindaco decisioni relative alla continuità di un impianto che la legge riconosce come strategico per l'economia nazionale e tale status è attribuito all'Ilva di Taranto. Dopo l'udienza del 13 maggio, è stato valutato in circa 2-3 settimane il tempo necessario ai giudici di appello per emettere il loro verdetto. Che adesso è in arrivo. 

					

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