Puglia
05 Luglio 2022 Aggiornato alle 16:41
Cronaca

Operazione Nexus antimafia:dieci arresti nel Brindisino

Le istruzioni coi pizzini dal carcere. E al telefono si dicevano: "Noi siamo gli amici degli amici e qui ci stiamo prendendo in mano tutto"
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carabinieri Brindisi
Furti, rapine ed estorsioni commissionati dal carcere attraverso 'pizzini' lasciati ad uno degli indagati durante i colloqui con la compagna. Operavano così, secondo l'accusa, gli appartenenti ad una organizzazione di tipo mafioso su cui ha indagato la magistratura di Lecce nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Nexus'. 21 persone in tutto, per dieci di loro è scattata l'ordinanza di custodia cautelare, fra Brindisi, Erchie e Livorno. 
Secondo l'accusa gli indagati sarebbero riconducibili ad una frangia mesagnese della Sacra corona unita che si dedicava soprattutto a reati contro il patrimonio. Reati che sarebbero stati commessi nel 2014, 2015 e 2018. Le indagini sono partite dopo una rapina avvenuta nella sera del 22 febbraio di 4 anni fa, in una tabaccheria di Brindisi, che si era poi conclusa con tre arresti. Tra le altre contestazioni, anche colpi di pistola intimidatori e roghi di autovetture in un autosalone di Brindisi, richieste di estorsione avvenute anche in occasione di eventi, organizzati a Brindisi, come "il Wine Festival", il "Salone Nautico della Puglia (Snim)"  e la festa in onore dei Santi patroni.

"Noi siamo gli amici degli amici e qui ci stiamo prendendo in mano tutto", avrebbero detto alcuni indagati stando alla trascrizione della conversazione telefonica riportata nell'ordinanza. Fra i gravi indizi di colpevolezza, anche le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori giustizia brindisini. Alcuni degli indagati avrebbero anche agito per assicurarsi la gestione di aree adibite a parcheggi a pagamento, il monopolio dei servizi di guardiania e la gestione delle slot-machine.

 

					

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