Bari

Acqua e agricoltura, via libera alla legge salva-pozzi

Il Consiglio Regionale approva le nuove regole per i prelievi idrici, procedure più rapide e sanzioni meno "oppressive!

Il nuovo Consiglio Regionale della Puglia
TGR Puglia
Il nuovo Consiglio Regionale della Puglia

Il Consiglio regionale approva a maggioranza (40 voti a favore e tre astensioni), con il voto favorevole di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, oltre a quello dei partiti di maggioranza, e l’astensione della Lega,  il disegno di legge sull'utilizzo delle acque superficiali e sotterranee. Le nuove regole facilitano di fatto le procedure che gli agricoltori devono seguire per i prelievi idrici dai pozzi, necessari a salvaguardare le coltivazioni “Il tutto - dicono dagli schieramenti che hanno condiviso la norma - nel rispetto delle esigenze ambientali e produttive del territorio pugliese”.

Il provvedimento interviene a pochi mesi dall'entrata in vigore della prima riforma regionale, votata nel 2025, e recepisce le osservazioni formulate dai Ministeri competenti nell'ambito del ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dinanzi alla Corte costituzionale, rimuovendo i profili di illegittimità costituzionale contestati e superando le criticità emerse nel confronto istituzionale con lo Stato. “La legge, pur confermando l'impianto generale della disciplina regionale in materia di concessioni e utilizzo delle risorse idriche, riduce sensibilmente il peso degli adempimenti, delle sanzioni e di alcuni meccanismi economici di deterrenza, spostando l'equilibrio normativo verso le esigenze operative degli agricoltori e dei concessionari”.

In particolare, l’impianto proposto dalla giunta, per evitare che difficoltà operative in fase di prima applicazione “si traducessero in un ingiusto aggravio sanzionatorio per le imprese agricole pugliesi”, ha introdotto una proroga dei termini limitatamente al primo anno di applicazione. Con un’altra modifica ha poi chiarito le condizioni ambientali che determinano la maggiorazione della parte variabile del canone di concessione, in linea con le definizioni nazionali e comunitarie “fatte proprie dagli strumenti di pianificazione regionale in materia di tutela delle acque”.

Le sanzioni amministrative sono state diminuite a 103 euro, rispetto ai 360 euro vigenti,  per la mancata comunicazione entro il termine del 31 gennaio di ogni anno dei volumi prelevati, per il superamento del volume massimo di prelievo riportato nel provvedimento di concessione in misura non eccedente il 20 per cento e per la mancata ottemperanza, entro centoventi giorni dal rilascio del provvedimento di concessione, della trasmissione tramite la piattaforma telematica della documentazione fotografica attestante l’apposizione, in prossimità dell’opera di presa, della targa di identificazione della derivazione.