Puglia
16 Ottobre 2019 Aggiornato alle 19:50
Cronaca

Baby gang aggredisce due coetanei, denunciati i violenti

La banda era costituita da sette ragazzi, tutti fra i 13 ed i 16 anni

La vicenda risale allo scorso 30 aprile, quando due compagni di scuola, uno di 16 e l’altro di 15 anni, vennero picchiati brutalmente da un gruppo di sette ragazzi, tutti di età compresa tra i 16 e i 13 anni, all’imbocco del sottopasso della Stazione Ferroviaria Marconi. I sette minorenni, tutti incensurati, ma tra i quali figura il parente di un noto boss della malavita barese, sono stati smascherati dalle indagini dei Carabinieri della Stazione di Bari Principale, anche attraverso la visione di sistemi di videosorveglianza installati sulla pubblica via e in alcuni esercizi pubblici. Tutto ebbe inizio all’uscita di una scuola del quartiere Madonnella, dove uno dei ragazzi, accortosi che un folto gruppo di giovani stava inseguendo, con intenti tutt’altro che pacifici, il suo compagno di classe, ha iniziato a seguire a debita distanza il gruppo in questione. Giunto poi all’imbocco del sottopasso, si è accorto che effettivamente il suo amico stava subendo colpi violentissimi da parte del branco. Una volta terminato il pestaggio di quest’ultimo, gli aggressori, accortisi della presenza dell’amico, sebbene questi si fosse immediatamente rifugiato all’interno di un'officina meccanica vicina, lo hanno raggiunto sferrandogli un pugno in volto. Immediatamente dopo, il gruppo si è dileguato repentinamente  mentre i due malcapitati sono stati trasportati al Pronto Soccorso. Le indagini condotte dai Carabinieri, oltre a fare luce su quanto accaduto, hanno permesso anche la certa identificazione di tutti gli autori del reato. Importanti si sono rivelati i servizi di osservazione effettuati nei giorni successivi dai militari nei pressi del luogo dell’aggressione e dell’istituto scolastico, condotti anche al fine di evitare la commissione di ulteriori analoghi episodi. Fondamentale, inoltre, per l’identificazione, è stata la comparazione dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza con le immagini dei profili sui social network utilizzate dai ragazzi.
I responsabili dell’aggressione dovranno rispondere di lesioni personali aggravate in concorso.

					

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