Bari

Sicurezza sul lavoro, che fare?

Nel 2022 gli infortuni nei cantieri sono aumentati di 500 casi in Puglia. Per fronteggiare il problema urge investire sulla formazione dei lavoratori e rendere obbligatoria per le aziende la certificazione di sicurezza sui luoghi di lavoro

Lavorare per vivere e poi morire di lavoro: in questo paradosso si gioca il destino di tante, troppe persone, anche in Puglia. E non fanno eccezione i cantieri edili. Tra i principali fattori che causano infortuni e morti bianche ci sono manodopera non formata adeguatamente e imprese prive della certificazione per la sicurezza sul lavoro.

 “Purtroppo non c'è obbligo di certificazione, soprattutto nel privato”, avverte Pasquale De Marco, titolare di un'impresa edile. "Quindi si cerca di risparmiare e di non investire in sicurezza e questa è una cosa drammatica". “Bisogna partire dalla formazione”, rilancia Antonio Delle Noci, segretario generale FILCA Cisl Puglia. "Poi ci sono tanti altri accorgimenti, quello di vigilare sui cantieri, quindi istituire una figura istituzionale che possa visionare i cantieri all'apertura e verificare che ci siano tutti gli standard di sicurezza. Questa proposta nazionale di creare questa figura ad hoc dell'Inail sarebbe anche un segnale tangibile della partecipazione dello Stato nel prevenire gli infortuni sul lavoro".

Il boom nell'edilizia legato al superbonus aiuta a spiegare la crescita di infortuni nei cantieri nel 2022 in Puglia: più 500 casi rispetto all'anno precedente. Ma segnali positivi ci sono: sempre più operai hanno consapevolezza dell'importanza di usare il casco.