L'omaggio

Il film su Gaber, viaggio nella vita di un genio

A vent'anni dalla morte, il documentario di Riccardo Milani ripercorre la carriera e le straordinarie intuizioni dell'artista e intellettuale che seppe essere colto e popolare. E sfidare il conformismo degli anticonformisti

Non si limitò a rimasticare idee, ma ne fece musica e parole, e così realizzò la sua rivoluzione il grande Giorgio Gaber, ora ricordato a vent'anni dalla scomparsa in un raffinato documentario di Riccardo Milani, “Io, noi e Gaber”, prodotto dalla Atomic del pugliese Gianluigi Attorre, in coproduzione con Rai Documentari e Luce Cinecittà e nelle sale cinematografiche italiane fino all'8 novembre, dopo il successo al botteghino dei primi due giorni di proiezione.

Un viaggio nella carriera e nelle straordinarie intuizioni di un genio, non solo della canzone, che fu artista e intellettuale, insieme colto e popolare, a tutto tondo. Il racconto nella voce dei suoi affetti più cari, come la figlia Dalia. E nel ricordo di cantanti che a lui, in varia forma, sono debitori, quali Jovanotti e Gianni Morandi.

Il documentario ripercorre l'esperienza del teatro-canzone, dove nacque Il Signor G, grazie alla collaborazione col pittore e paroliere Sandro Luporini. Con cui sfidò anche il nuovo conformismo della Contestazione, ormai ridotta a moda. Non è moda, ma resta la bellezza, attuale e immortale, delle sue canzoni.