A Lecce una mostra per i 25 anni del centro Antiviolenza Renata Fonte

7.500 donne vittime di violenza accolte, ascoltate e supportate nella struttura

Sguardi, mani, bocche di donne che prendono forma sulla corteccia degli alberi.
Storie di donne vittime di violenza raccontate attraverso le analogie tra natura e corpo umano. All'ex Convitto Palmieri di Lecce, la mostra Foto-Sintesi per celebrare i 25 anni di attività del centro Antiviolenza Renata Fonte di Lecce dedicato alla memoria dell'assessora comunale di Nardò uccisa dalla mafia nel 1984. Da sempre, nel giardino della struttura, svetta un grande ficus. L'artista Marzia Bianchi ne ha fatto il simbolo dei suoi scatti

"E' intorno all'albero che si svolgono i colloqui, dove le donne trovano conforto, guardando l'albero, abbracciandolo, respirandolo", racconta l'artista Marzia Bianchi.

In questi 25 anni, 7.500 donne sono state accolte, ascoltate, supportate nel centro Renata Fonte.
7.500 vite salvate. Dalla paura. Dalla violenza di mariti, compagni, ex. Dall'egoismo cieco di uomini che confondono l'amore con il possesso.
Quello stesso egoismo che ha spezzato la vita di Giulia Cecchettin. “La speranza è che questo femminicidio sia uno spartiacque tra il prima e dopo”, commenta Maria Luisa Toto, Presidente del Centro Antiviolenza Renata Fonte.