Bari-Torre a Mare

Omicidio Capriati, si cercano l'auto e la persona che era con la vittima

Le incognite dopo l'agguato di Pasquetta, il sindaco di Bari annuncia un vertice in Prefettura: "La città non può vivere nel terrore del prossimo agguato"

La paura che i clan ricomincino a sparare per strada, tra la gente. La necessità di agire subito, perché la città non può vivere nel terrore di un imminente regolamento di conti. “Ecco perché - ha spiegato il sindaco di Bari Antonio Decaro - ho chiesto al Prefetto la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza”. La riunione è fissata per giovedì.

Intanto le indagini della direzione distrettuale antimafia si concentrano sulla persona – forse una donna - che probabilmente era nell’auto insieme a Lello Capriati quando l’uomo è stato raggiunto da quattro colpi di pistola: tre alla testa e uno alla spalla. I killer lo avrebbero affiancato a bordo di una moto.
Il testimone sarebbe poi fuggito sulla vettura, lasciando per strada in fin di vita il nipote 41enne di Tonino, storico boss di Bari Vecchia. L’agguato poco dopo le 9 in una delle strade più trafficate di Torre a Mare, periferia sud di Bari. Capriati è morto poco dopo, al Policlinico. La polizia ha già eseguito una serie di perquisizioni e ascoltato i familiari della vittima. Si continua a cercare l’auto. Al setaccio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Capriati era tornato in libertà ad agosto del 2022, dopo aver scontato 17 anni di carcere per concorso nell'omicidio di Michele Fazio, il 15enne vittima innocente di mafia ucciso il 12 luglio 2001. 
 

Nel servizio la voce di Francesca Maiullari, Libera Bari e Bat