Bari

L'omicidio di Michele Fazio, per il quale Lello Capriati era stato condannato

Capriati faceva parte del commando che freddò il 15enne per errore. Aveva scontato 17 anni di carcere per concorso in omicidio

Era un'afosa sera estiva, il 12 luglio 2001. Michele Fazio, che avrebbe compiuto 16 anni da lì a due mesi, sta tornando a casa dopo una giornata di lavoro come barista. Imbocca i vicoli di Bari vecchia, dove è cresciuto sognando di diventare carabiniere. Porta in mano delle pizze per cena. Viene ucciso per sbaglio, a pochi passi da casa, in una faida tra clan. A sparare è un commando dei Capriati. Dovevano vendicare l'omicidio di Francesco Capriati, detto 'Pomodoro', compiuto qualche giorno prima. Il bersaglio sono gli Strisciuglio: il proiettile, invece, centra il giovane Michele. Per il suo omicidio sono stati condannati nel 2005 Francesco Annoscia e Raffaele Capriati, rispettivamente a 15 e a 17 anni. L'esecutore materiale del delitto, Leonardo Ungredda, era stato già freddato nel 2003 in un agguato sul lungomare. L'ultimo componente del commando ad essere arrestato, nel 2016, è stato Michele Portoghese, che all'epoca dei fatti aveva solo 16 anni. Lello Capriati era tornato in libertà alla fine di agosto 2022. Secondo le ipotesi degli investigatori, dopo l'uccisione del fratello maggiore Domenico, nel 2018 a Japigia, sarebbe stato proprio Lello a prendere il suo posto nella gestione degli affari di famiglia a Bari vecchia.