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Strade insicure: il caso di Canosa

L'appello degli amministratori locali dopo l'ultimo incidente mortale nel giorno di Pasquetta

Un incidente mortale divenuto un caso politico. Nella notte tra Pasqua e Pasquetta sulla provinciale 2 - ex 231 - che collega Canosa a Cerignola perde la vita Antonio Catalano, un 50enne di Canosa che impatta con la sua auto contro un new jersey per cause ancora da accertare. Resta ferita gravemente sua moglie, tuttora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Bonomo di Andria. La coppia stava sopraggiungendo per soccorrere il cognato dell’uomo poi deceduto e conducente di un’altra auto, che poco prima si era schiantata contro un guardrail sulla stessa strada, fortunatamente senza conseguenze.

Dopo la vicenda drammatica, il post del sindaco di Canosa che rimprovera al presidente della provincia Bat di non aver messo in sicurezza la strada, che presenta asfalto dissestato, illuminazione scarsa e segnaletica carente, oltre a dei cantieri per lavori di fatto mai partiti per insufficienza di fondi.

Il progetto di rifacimento della strada risale addirittura al 2014. Poi una serie di intoppi legati al ritrovamento di scavi archeologici, al Covid e all’aumento delle materie prime, ne hanno ritardato l’avvio. Ora, pur ridotta negli obiettivi - dovrebbe interessare solo tre aree della strada - una bozza di progetto è stata presentata alla Regione, per avere il via libera sui costi. Dopodiché dovrebbero essere avviati i lavori con la creazione di rotatorie, il rifacimento dell’asfalto e una nuova illuminazione.

Per ora resta una strada molto pericolosa. Dal 1 gennaio 2023 a oggi ben 19 gli incidenti sulla strada provinciale, di cui due mortali. Intanto sul sinistro dell’altro giorno la Procura di Trani ha aperto un fascicolo per reati connessi al codice della strada, al momento contro ignoti.

Nel servizio le voci di:

  • Vito Malcangio, sindaco di Canosa 
  • ⁠Bernardo Lodispoto, presidente Provincia Bat
  • ⁠Davide Giandonato, Commissario Capo Polizia Stradale Bat