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Energia dal mare

Utilizzare l'energia delle correnti marine per generare energia elettrica nel rispetto dell'habitat marino

Da anni si cercano la migliori soluzioni per sfruttare l'energia dell'acqua dove questa è sempre in movimento, una forma di energia rinnovabile più prevedibile di quella prodotta da vento e sole.

Il Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale SMART (Sea wave energy converters and MARine Tidal turbines), vede al lavoro gruppi di ricerca delle università di Catania, Cosenza, Napoli e Reggio Calabria e del Politecnico di Bari, che stanno progettando e costruendo varie tipologie di convertitori di energia da onde e correnti marine. Ne parliamo con il professor Michele Mossa, professore di idraulica e coordinatore del progetto, incontrandolo nel laboratorio di idraulica del Politecnico di Bari.

D.: Nel canale alle sue spalle sta girando una turbina; di che si tratta?

Mossa: “Si tratta di una parte dell'esperienza all'interno del Programma di Ricerca di Interesse Nazionale Smart. All'interno del canale stiamo svolgendo una serie di misure sperimentali per poter testare le turbine, per poter vedere la loro efficienza, anche da un punto di vista fluidodinamico, cioè che cosa succede al variare dell'intensità delle correnti, con l’obiettivo di poterle un giorno, speriamo al più presto, utilizzare direttamente in campo come una delle potenziali fonti di energia alternative.”

Le turbine sono realizzate in scala nei laboratori della sede tarantina del Politecnico di Bari

Mossa: “Le rese sono estremamente promettenti, la ricerca continua ad andare avanti e grazie appunto alla collaborazione, siamo molto ottimisti poi sulla possibilità di poter passare a delle installazioni di campo. Non soltanto è necessario andare a trovare delle posizioni dove ci siano intensità di onde e correnti tali da poter avere una buona produzione di energia elettrica, ma l'idea è quella appunto anche di poter salvaguardare l'ambiente; quindi bisognerà anche tener conto per quanto riguarderà poi la fase vera e propria  di installazione di prototipi e, successivamente, di impianti, l'aspetto legato alla salvaguardia ambientale."

Nei laboratori del Politecnico di Bari si collabora, con l'università di Torino ed il CNR di Ancona, ad un altro progetto PRIN dalla doppia valenza:

Mossa: “Esistono anche altri metodi, che vengono valutati nell'ambito di questo dipartimento con altri progetti, dove si riesce ad avere non soltanto una produzione di energia elettrica... nella fattispecie stiamo valutando i cosiddetti metamateriali: sono dei pendoli di oscillanti che consentono di poter abbattere l'energia del moto ondoso, e quindi di proteggere le coste dall'erosione costiera e contestualmente avere anche una produzione di energia elettrica.”

Due risultati importanti con un unico sistema. Un altro aspetto fondamentale della ricerca sull'energia da onde e correnti è l'impatto ambientale. É essenziale garantire che la produzione di energia marina non influisca negativamente sugli ecosistemi marini. Gli scienziati stanno lavorando per individuare e mitigare gli impatti potenziali, e sviluppare sistemi di monitoraggio ambientale dedicati ed efficaci.

Francesca De Serio, professoressa associata di Idraulica marittima e Ambientale - DICATECh - Politecnico di Bari: “Possiamo valutare, prevedere, quindi fornire comunque delle indicazioni per quanto riguarda le traiettorie di particelle sospese, eventualmente di sedimento; possiamo anche capire come queste strutture, queste turbine, possono avere un effetto anche sull'ambiente marino circostante, quindi, effettivamente, capire quale può essere il reale utilizzo di queste tecnologie.”

Il mare potrebbe fornire un importante contributo alla decarbonizzazione per ridurre le emissioni climalteranti contro il riscaldamento globale.