Era stato lui a chiedere aiuto ai carabinieri

Arrestati i genitori e la zia del bambino segregato

Condannata definitiva della Cassazione. Il bimbo di undici anni veniva tenuto segregato nella sua stanza per punizione. I tre devono rispondere di maltrattamenti e sequestro di persona. Dovranno trascorrere in carcere otto anni.

Arrestati i genitori e la zia del bambino segregato
Ansa
La Corte di Cassazione

Tornano in carcere i genitori e la zia del bambino segregato in casa ad Arzachena, dopo la decisione della Cassazione che li ha condannati in via definitiva a otto anni di reclusione per maltrattamenti e sequestro di persona, senza attenuanti. esattamente come al processo d'appello e a quello di primo grado in tribunale. Troppo solido l'impianto accusatorio. Il caso era venuto alla luce nell'estate del 2019. Era stato lo stesso bambino, che all'epoca dei fatti aveva 11 anni, a denunciare l'inferno domestico chiedendo aiuto ai carabinieri con un cellulare privo della scheda sim. Un gesto disperato dopo l'ennesimo giorno di prigionia trascorso nella sua cameretta, dove veniva rinchiuso per punizione al buio, senza il letto e con un bidone dove fare i bisogni. Dall'esame dei telefoni cellulari, era emerso che il bambino veniva continuamente intimorito da registrazioni con voci demoniache che minacciavano di portarlo all'inferno.