Truffe online, l'allarme della Polizia postale

Trading e criptovalute il terreno su cui si muovono gli impostori, che sfruttano il desiderio delle vittime di fare affari

Truffe online, l'allarme della Polizia postale
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Cittadini sempre più indifesi di fronte al dilagare delle truffe online. L'allarme arriva da Francesco Greco, dirigente della Polizia postale della Sardegna, intervistato dalla Tgr Sardegna: "Le più preoccupanti - spiega - sono le truffe sul trading online, o meglio sul finto trading online: si sfrutta il fatto che molti risparmiatori sono convinti di poter avere grandi vantaggi economici investendo sulle criptovalute".

Ma come funziona la trappola? "Tutto parte da una ricerca in rete della vittima, che magari risponde a un banner pubblicitario su Facebook. A quel punto - prosegue il dirigente - viene contattata da un finto promotore finanziario, spesso dall'estero, attraverso numeri telefonici fittizi e non rintracciabili. Questi propone alla vittima un investimento, inizialmente di piccolo ammontare. E la vittima, vedendolo crescere, si sente sicura e soddisfatta". 

I guadagni, insomma, sono reali.  Ma poi arriva l'amara sorpresa: "Attraverso le credenziali fornite dall'utente e l'utilizzo di software particolari, il finto consulente riesce ad avere accesso al computer della vittima e, attraverso questo, al suo portafoglio virtuale, svuotandolo e trasferendo i soldi su altri conti. Così  - conclude Greco - la vittima si ritrova improvvisamente senza un soldo". 

Ma allora, come difendersi? La prima avvertenza della Polizia postale è diffidare di chi cerca di attirare gli utenti con offerte troppo allettanti: "Rivolgersi prevalentemente a persone fisiche - consiglia Greco - e ad agenzie effettivamente presenti sul territorio oppure, in caso di istituti che operano solo online, controllare che siano riconosciuti dalla Consob".