Dalle miniere sarde una luce sulla materia oscura

Riparte il progetto Aria nel sito dismesso di Seruci. Una maxi torre distillerà argon per alimentare un esperimento dell'Istituto nazionale di fisica nucleare

Dalle miniere sarde una luce sulla materia oscura
ANSA
Il sito minerario della Carbosulcis


Un enorme alambicco in grado di produrre le grandi quantità di argon distillato necessarie a un esperimento che nei laboratori del Gran Sasso dell'istituto nazionale di fisica nucleare cercherà di fare luce su uno dei più grandi misteri dell'universo: la materia oscura. Dopo lo stop imposto anche qui dalla pandemia, riprende slancio il progetto Aria nelle miniere della Carbosulcis. 

Dopo l’esito positivo dei primi test realizzati nel 2019 con l'azoto, il primo test con l'argon realizzato su un prototipo del macchinario è stato un successo. "Un traguardo fondamentale - afferma spiega il Project Leader Walter Bonivento della Sezione Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Cagliari - perché, conferma la tecnologia su cui si basa il progetto 'Aria' e aprono la strada alla piena realizzazione dell’esperimento”.

“I test - spiega il coordinatore tecnico Federico Gabriele della Sezione INFN di Cagliari - sono stati eseguiti con il prototipo della torre criogenica alta 24 metri, collocata in uno dei capannoni di Nuraxi Figus di proprietà della Carbosulcis, e hanno impegnato personale della Sezione INFN e dell’Università di Cagliari, dei Laboratori del Gran Sasso, del Gruppo Collegato INFN e dell’Università di Salerno, di Astrocent di Varsavia, del Fermilab negli USA e della Fondazione Aria. I primi risultati indicano che l’impianto prototipo ha già dimostrato la separazione isotopica dell’atomo".

Una volta assemblati, questi tubi saranno alti come la Tour Eiffel. Solo che da fuori non si vedranno. Li monteranno in fondo al pozzo 1 della miniera dismessa di Seruci. Dove prima scendevano i minatori a scavare carbone, macchinari vecchi di decenni e attrezzature abbandonate conviveranno con strumenti sofisticatissimi. Che ridaranno vita alle miniere.

“La volontà della Regione Sardegna di investire in questo prestigioso progetto pone le basi per partenariati futuri con l’INFN e Carbosulcis su attività innovative che possono creare innovazione nel nostro territorio”, sottolinea il direttore del Centro Regionale di Programmazione Massimo Temussi responsabile dell’attuazione dell’accordo di programma con l’INFN.

In futuro, l’impianto di ARIA potrà anche essere utilizzato per distillare altri preziosi isotopi, sempre più impiegati in particolare nella diagnostica medica, dando vita ad una filiera produttiva, sino alla sintesi di molecole di interesse farmaceutico, all’avanguardia nel mondo.