Al 99esimo Altare risponde al calcio di rigore di Verdi

Pareggio all'ultimo respiro per il Cagliari

La salvezza resta un'impresa difficile. Domenica alla Domus arriverà l'Inter

Pareggio all'ultimo respiro per il Cagliari
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L'esultanza di Giorgio Altare dopo il gol del pari

Nella sceneggiatura hitchockiana di Salernitana Cagliari il deus ex machina è Giorgio Altare, che al minuto 99 di una partita giocata da entrambi più coi coi nervi che con la testa cancella (o semplicemente rimanda, chissà) il funerale degli isolani.  

Mister Agostini, al debutto sulla panchina rossoblu, non stravolge l'abito tattico ereditato da Mazzarri, conferma il 3-5-2 ma sceglie Ceppittelli, Lykogiannis e Roga al posto di Goldaniga, Dalbert e Marin. Il primo tempo è una melodia tenue in cui nessuno osa scoprirsi, il Cagliari si muove con prudenza e la Salernitana sembra accettare le regole del gioco.

 La partita cambia tono a metà della ripresa, quando Lovato colpisce ingenuamente in area il neo-entrato Kastanos, e Simone Verdi scaraventa in porta il conseguente rigore con tutta la forza del suo destro. Agostini a quel punto sceglie l'armatura pesante: dentro Keita e Pereiro. 

Il tiro di Grassi si stampa sul palo, e cresce la sensazione di un destino tanto luttuoso quanto inevitabile, sensazione accresciuta dal rigore dato e poi tolto nel recupero da Di Bello, dopo consulto con il Var. Poi arriva la testa di Altare, e il destino si ferma, anche se la salvezza, a due tappe dalla fine, è una montagna durissima da scalare