Energie rinnovabili

Pale eoliche in mare, no dai comuni

Posada si oppone al progetto targato Falck. La società: dialogo con gli enti locali

Pale eoliche in mare, no dai comuni
LCC
Rappresentazione grafica di dove sorgerebbe il parco eolico galleggiante

Un parco eolico marino galleggiante al largo della costa nord-orientale della sardegna, tra Budoni e Posada. È il progetto "Tibula Energia" proposto da Falck Renewables e Bluefloat Energy, basato su 62 turbine eoliche galleggianti, posizionate a una distanza dalla costa che va da un minimo di 25 a un massimo di 40 chilometri: così, chiariscono i proponenti, le pale saranno pressoché impercettibili all'occhio umano. 

La potenza: 975 mw di capacità installata, una produzione attesa, pari al consumo di oltre 900.000 utenze domestiche. Sul fronte dell'occupazione, potranno essere impiegate fino a 3.200 persone per le fasi di fabbricazione, assemblaggio e costruzione, e oltre 180 per la manutenzione degli impianti dopo la messa in funzione. 

Prima dell'avvio del procedimento autorizzativo ministeriale, le società stanno cercando di spiegare l'iniziativa alle comunità: il dialogo con gli enti locali, fanno sapere dalla Falck, viene prima della messa in atto del progetto. Ma il primo grande no arriva dal comune di Posada. Maggioranza e opposizione sono concordi: l'impatto ambientale, di fronte alle spiagge del parco di Tepilora, sarebbe troppo forte. 

Un consiglio comunale straordinario sul tema è stato convocato per mercoledì 25 maggio. Per il sindaco Salvatore Ruiu “oltre a non condividere l’idea del progetto, da parte della società proponente c’è stata una profonda scorrettezza nelle fasi comunicative, giunte via posta elettronica negli uffici comunali solo ieri nel tardo pomeriggio. Faremo valere la nostra contrarietà in tutte le sedi dedicate e coinvolgendo soprattutto i nostri concittadini”.