Sconvolts arrestati, silenzio davanti al giudice

In tribunale a Cagliari al via gli interrogatori di garanzia. 36 gli indagati, 18 accusati anche di tentato omicidio

Sconvolts arrestati, silenzio davanti al giudice
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Nessuna parola, silenzio per tutti davanti al gip del tribunale di Cagliari. I cinque in carcere da due giorni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere perché i legali non hanno visionato gli atti, depositati ieri. Sono partiti così gli interrogatori di garanzia per i 35 ultrà del gruppo Sconvolts indagati nell'ambito dell'inchiesta della Digos coordinata dalla direzione distrettuale antiterrorismo. Contestata l'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l'ordine pubblico, persone e patrimonio, spaccio di sostanze stupefacenti.

Ma c'è un'accusa più pesante: tentato omicidio, contestata a diciotto ultrà rossoblù. Il fatto risale alla notte del 26 agosto 2019. Dopo una partita a rischio ci fu una spedizione contro l'autobus dei bresciani sulla strada statale 131, all'altezza di Sanluri. Qui, secondo la ricostruzione del pm Danilo Tronci, il gruppo dei cagliaritani aspettò la pausa della scorta della polizia per lanciare dei sassi. Uno, in particolare, colpì e sfondò il parabrezza arrivando vicino al viso dell'autista. Una circostanza fortuita per lui e per il gruppo a bordo. Ribadita nelle intenzioni, con l'aiuto di intercettazioni e microspie. Si andrà avanti con gli interrogatori fino a venerdì, domani gli indagati ai domiciliari. Seguiranno quelli con l'obbligo di dimora. Nessuna misura cautelare invece per Andrea Cossu, ex calciatore e dirigente a cui si contesta il concorso esterno per associazione a delinquere, in particolare per gli stretti rapporti con alcuni tifosi appartenenti al gruppo degli Sconvolts. Il suo avvocato, Leonardo Filippi, ha detto che il suo assistito è estraneo ai fatti e per questo chiederà l'archiviazione.