Bocciata per troppe assenze, ma era bullizzata: il Tar la promuove

La sentenza del Tribunale amministrativo ribalta la decisione dei professori: la ragazza ammessa alla terza media

Bocciata per troppe assenze, ma era bullizzata: il Tar la promuove
Ansa
Un'aula di scuola media

Nonostante le vessazioni da parte delle sue compagne, vantava una pagella esemplare, con voti eccellenti in tutte le materie e una media vicina al 9. Ma proprio a causa degli atti di bullismo a cui era sottoposta, ha saltato troppi giorni di lezione, totalizzando 342 ore di assenza in un anno, contro il limite consentito di 282. Per questo una ragazza iscritta al secondo anno di una scuola secondaria di primo grado dell'isola è stata bocciata e costretta a ripetere l'anno. Una decisione illegittima per il Tar della Sardegna che, con sentenza firmata dal giudice Marco Buricelli, ha stabilito la riammissione dell'alunna alla terza media. A motivare le assenze, ha infatti stabilito il tribunale, erano stati “una serie di malesseri psicosomatici (stati d’ansia, dolori allo stomaco, alla testa, difficoltà di respirazione” causati proprio dagli atteggiamenti “ostili e bullizzanti” da parte di alcune delle altre alunne. Disagi peraltro più volte denunciati dai genitori della giovane alle autorità scolastiche, senza che queste segnalazioni, si legge ancora nella sentenza, portassero “ad alcun intervento della scuola per porre fine a detta situazione”. Secondo i giudici, i responsabili dell'istituto avrebbero potuto valutare una deroga “ad personam” del limite massimo di assenze consentito, proprio in ragione del disagio vissuto della ragazza, o comunque procedere a una valutazione del suo livello di preparazione. E' stata invece la scelta della rigidità: una linea contro cui i genitori dell'adolescente hanno contestato con un ricorso, e che adesso il Tar ha stabilito essere illegittima. Nello specifico, il tribunale ha ordinato l'iscrizione dell'alunna alla terza media, e la convocazione di un nuovo consiglio di classe, entro quindici giorni dalla pubblicazione della sentenza, per una nuova valutazione della ragazza.