L'allarme lanciato da Coldiretti

Crisi energetica, un'azienda agricola sarda su dieci rischia la chiusura

L'associazione ha presentato il progetto "Ri-coltiviamo la Sardegna". Pesa soprattutto l'aumento del prezzo dei fertilizzanti.

Crisi energetica, un'azienda agricola sarda su dieci rischia la chiusura
Ansa
Agricoltura

Un'azienda agricola sarda su dieci rischia la chiusura a causa della crisi energetica: l'allarme viene lanciato da Coldiretti, dopo un'indagine del Crea, secondo cui i rincari potrebbe costringere le imprese a ridurre la lavorazione dei campi. 


Calano del 14 per cento gli acquisti di trattori nelle campagne italiane, mentre l'utilizzo dei fertilizzanti, adesso materia scarsa per via della guerra in Ucraina, viene tagliato fino al 30 per cento. Il loro costo, infatti, in un anno è più che raddoppiato. In particolare, l'urea è balzata a 1.100 euro a tonnellata contro i 540 dello scorso anno, secondo Cai - Consorzi Agrari d'Italia, mentre il perfosfato è passato da 185 agli attuali 470 euro a tonnellata e i concimi a contenuto di potassio sono schizzati da 455 a 1000 euro.

“Un vero paradosso per le campagne sarde nell'anno tra l'altro in cui la guerra ha fatto emergere ancora di più l'importanza di coltivare i campi”, sostiene Coldiretti. La Sardegna già importa ogni anno circa 550mila tonnellate di grano equivalenti a circa 180mila ettari di cereali, mentre i campi coltivati si riducono. Basti pensare che adesso nell'isola si coltivano solamente 30mila ettari a grano mentre nel 2004 gli ettari erano circa 100mila". 

Per questo motivo Coldiretti Sardegna, assieme all'Anbi, l'associazione dei sette Consorzi di Bonifica sardi, ha presentato “Ri-coltiviamo la Sardegna”, un grande progetto di rilancio per la coltivazione delle terre, che prevede i contratti di filiera tra mondo agricolo e zootecnico garantendo un prezzo equo e sostenibile al produttore e al consumatore.