Lingua blu, torna l'incubo per gli allevatori

L'allarme di Coldiretti: 12 mila i capi coinvolti, 7 i focolai attivi

Lingua blu, torna l'incubo per gli allevatori
Ansa foto
Lingua blu

Per gli allevatori sardi è un incubo che si ripete. Sono dodici mila i capi di bestiame sardi colpiti dalla Lingua blu, undici quelli morti e sette i focolai attivi nell'isola, ventotto i sospetti e trentacinque gli estinti. Dati in continuo aggiornamento secondo Coldiretti, che torna a lanciare l'allarme su una malattia presente in Sardegna dal 2000 e dalle conseguenze devastanti per il comparto. Secondo l'organizzazione, i focolai si trovano nel basso Oristanese e in Ogliastra, mentre i sospetti sono soprattutto nel Sulcis. Quanto a quelli estinti, si trovavano principalmente nel centro nord e in particolare nella parte occidentale. 

"Non c'e' tempo da perdere. È fondamentale attivarsi immediatamente con un piano di emergenza che limiti al minimo la diffusione della lingua blu e i suoi effetti nefasti che purtroppo conosciamo bene evitando la definitiva mazzata per un comparto afflitto dal caro prezzi e dalla pesante crisi economica che stiamo vivendo", afferma il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu. In oltre vent'anni sono morte, secondo le elaborazioni dell'organizzazione, 800 mila pecore e sono stati stanziati per gli indennizzi oltre 116 milioni di euro: "Un salasso per le casse pubbliche e un forte handicap per gli allevatori che hanno perso in 20 anni circa il 30 per cento del patrimonio ovino oltre alle ingenti perdite indirette dovute alle mancate produzioni per aborti e postumi della malattia".