Incontro al Mise

Portovesme srl, l'azienda conferma la richiesta di cassa integrazione per 200 operai

I sindacati annunciano la mobilitazione

Portovesme srl, l'azienda conferma la richiesta di cassa integrazione per 200 operai
Tgr Sardegna
Portovesme

Tre ore di confronto serrato con Ministero, Regione e sindacati non sono servite a smuovere l'azienda. La Portovesme srl conferma il percorso tracciato per far fronte al costo crescente dell'energia: altri duecento operai in cassa integrazione e stop parziale alla linea del piombo. Una misura che si aggiunge ai 400 dipendenti già in cassa integrazione a rotazione dall'anno scorso, quando si fermò l'altro ramo della fabbrica, quello dello zinco. Gli aiuti varati dal governo con l'energy release non bastano per abbassare i costi, ha comunicato l'azienda, controllata dalla multinazionale Glencore. Che chiede le sia applicato l'accordo fatto nel 2019 da un'altra industria del Sulcis, la Sider Alloys, e da Enel per il prezzo calmierato dell'energia. Altrimenti si andrà avanti. Una posizione respinta in blocco dai rappresentanti dei lavoratori. Domani mattina si vedranno di nuovo fuori dai cancelli della fabbrica per decidere come rispondere. La protesta potrebbe sbarcare direttamente a cagliari con una grande manifestazione martedì. Insufficiente per le sigle sindacali la conferma da parte aziendale di uno studio avviato per riorientare la produzione verso le materie per le batterie del futuro, come litio e cobalto. Al Ministero si e' parlato anche della Sider Alloys. I piani della proprietà prevedono la riapertura della fonderia a fine mese per poi andare gradualmente a regime nel 2024 con la produzione di alluminio. Ma per implementare il piano industriale, fanno sapere dal ministero, servirà un finanziamento. Se ne riparlerà in un nuovo incontro tra una decina di giorni, di nuovo a Roma, insieme alle banche.