Emergenza cavallette, corsa contro il tempo per scongiurare u'altra invasione

Nel 2022 sono stati 620 gli interventi sul campo. Le associazioni di categoria chiedono alla regione di procedere velocemente con il piano di prevenzione

Emergenza cavallette, corsa contro il tempo per scongiurare u'altra invasione
Ansa
Invasione di cavallette

La deposizione delle uova avviene in aree incolte e particolarmente aride e ogni esemplare femmina può deporne da 90 a 100. Secondo i lavori condotti dall'Università di Sassari, convenzionata dallo scorso febbraio con la Regione per lo studio e il contrasto delle locuste, tra la primavera e l'estate 2022 sono state depopolate circa 2 miliardi di cavallette, qualcosa come la metà di quelle presenti, con oltre 620 interventi sul campo. "Se in un rapporto di uno a uno (un maschio e una femmina) fossero rimaste quindi un miliardo di femmine che hanno deposto le uova, i conti sono presto fatti su ciò che ci potrebbe attendere il prossimo anno in termini di insetti da debellare", osserva Confagricoltura. 

Secondo la comunità scientifica le azioni più efficaci nella lotta alle cavallette sono tre: aratura dei campi, disinfestazione delle aree focolaio e utilizzo dell'insetto predatore Mylabris variabilis. Nel primo caso è necessario arare, tra fine agosto e l'autunno con profondità di 5 o 6 centimetri, portando in superficie le larve che morirebbero a contatto con l'aria. La disinfestazione interverrebbe invece più nello specifico in primavera con la schiusa delle uova nelle aree dove non si è fatta l'aratura o, specie in quei territori collinari, dove non è stato possibile intervenire con i mezzi meccanici. Proprio in questa fase le cavallette sono di piccole dimensioni e ancora non volano: ecco perché è più facile colpirle. Ultimo strumento di contrasto è l'uso dell'insetto predatore, importato in Sardegna dal Lazio nel 1946 durante l'ultima grande invasione, e capace di ridurre enormemente le colonie delle larve. "Per fare dei lavori mirati e dai risultati favorevoli - dice il presidente dell'organizzazione agricola per Nuoro e Ogliastra, Michele Ena - è fondamentale concentrare gli interventi nelle aree focolaio: in quei punti dove vengono deposte le uova. È inutile infatti arare enormi superfici, con dispendio di risorse ed energie, se il problema si trova solo in punti ben definiti. La mappatura di queste "zone rosse" non è stata tuttavia ancora rielaborata dagli uffici competenti: grave mancanza che si poteva superare anche grazie al prezioso contributo dei nostri agricoltori. 

"Siamo arrivati a novembre, il periodo delle arature dei terreni, e quindi dell'intervento meccanico contro le ovideposizioni è sostanzialmente superato - osserva il sindaco di Ottana, Franco Saba - Bisogna quindi sensibilizzare e sollecitare la Regione affinché faccia e diffonda tra gli imprenditori agricoli il programma di prevenzione attraverso la disinfestazione, così da poter vedere quanto prima come si vuole operare in termini di tempistica, di mezzi disponibili, di dotazione finanziaria e di quanto altro serva per poter arginare l'invasione".