Processo Ponti, Farci condannato all'ergastolo

La corte d'assise ha deciso anche per l'isolamento diurno per 18 mesi

Processo Ponti, Farci condannato all'ergastolo
Tgr Sardegna
Un momento del processo

La corte d'assise di Sassari, presieduta dal giudice Massimo Zaniboni, ha inflitto a Massimiliano Farci l'ergastolo con 18 mesi di isolamento diurno al termine del processo per l'omicidio della compagna Speranza Ponti.

In aula era stato accorato l’intervento del Pubblico Ministero, Beatrice Giovannetti, che aveva chiesto giustizia per la donna originaria di Uri e per la sua famiglia, presente al completo sui banchi del tribunale. Replicando alla difesa aveva definito “torbida” la condotta dell’imputato, con i tentativi di screditare il testimone chiave Rodriguez Cabrera, e le azioni di depistaggio compiute subito dopo la morte della vittima, di cui aveva cercato di sopprimere il cadavere, compresa la distruzione del suo telefonino dopo il tentativo, fallito, di farlo giungere in Venezuela. Il PM Angelo Beccu aveva ribadito dieci punti fermi a carico dell’imputato, tra cui il movente, la gelosia, per i contatti sopravvenuti tra Speranza e il suo ex marito.

“Non dovete decidere sulla base di quello che è successo vent’anni fa”, aveva detto alla corte invece l’avvocato difensore di Farci, Daniele Solinas, riferendosi alla vicenda della Lotus Rossa, quando il suo assistito fu condannato all’ergastolo per l’omicidio di Roberto Baldussi. E neppure sulla base dell’opinione pubblica che gli ha puntato il dito contro: Farci sarebbe stato un redento innocente, e Speranza Ponti si sarebbe suicidata con un lenzuolo. 

La corte dopo oltre tre ore di camera di consiglio ha deciso però di condannare Farci.