Dati Banca d'Italia

In Sardegna aumento dei prestiti nel settore privato non finanziario

Effetto dell'espansione dei mutui e del credito al consumo, ma in un quadro che vede l'economia ancora in territorio positivo nonostante la crisi energetica

In Sardegna aumento dei prestiti nel settore privato non finanziario
Ansa
Banca d'Italia

Secondo i dati di Banca d’Italia relativi al primo semestre del 2022, in un quadro generale in cui l'economia della Sardegna ha continuato a crescere, proseguendo il recupero dei livelli prepandemici, nel mercato del credito si è osservato l'incremento dei prestiti concessi al settore privato non finanziario.

Più specificamente: hanno rallentato i finanziamenti erogati alle aziende dei servizi e quelli agli operatori più piccoli, mentre si sono intensificati quelli concessi alla manifattura e alle imprese di maggiore dimensione. È risultato in accelerazione anche il credito alle famiglie. Una dinamica conseguente all'espansione sia dei mutui per l'acquisto di abitazioni, per l'incremento del volume di vendite nel mercato immobiliare, sia del credito al consumo.

Secondo le stime basate sull'indicatore trimestrale dell'economia regionale della Banca d'Italia (ITER), il prodotto della Sardegna sarebbe aumentato di circa il 5% nei primi sei mesi dell'anno rispetto al periodo corrispondente del 2021: una variazione poco inferiore a quella del Mezzogiorno e alla media italiana. Alla crescita avrebbero contribuito soprattutto i servizi, grazie alla dinamica positiva del turismo, e le costruzioni, la cui attività è stata trainata dalle favorevoli misure fiscali.

Il quadro congiunturale nel resto dell'anno è atteso in rallentamento, per il dispiegarsi, in maniera più incisiva, degli effetti del forte aumento dei prezzi energetici e per l'incertezza sull'evoluzione del conflitto in Ucraina. La dinamica dei costi dell'energia e le difficoltà di approvvigionamento hanno comunque già iniziato a incidere sull'operatività, comportando un aumento dei prezzi alla produzione per una frazione rilevante di operatori. L'attività si è intensificata più nettamente nei servizi, ma rimangono nel complesso margini di recupero rispetto al periodo precedente la pandemia.

Nei primi sei mesi dell'anno in corso è aumentato il numero degli occupati in regione, superando i livelli del 2019. I dati delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali indicano che la crescita dei contratti di lavoro subordinato è proseguita anche nei mesi estivi. Nel complesso dei primi otto mesi dell'anno sono stati registrati circa 1.500 contratti in più al netto delle cessazioni rispetto al 2021: a questa differenza ha contribuito esclusivamente la domanda di lavoro a tempo indeterminato, mentre la creazione di posizioni a termine è stata inferiore a quella dell'anno prima. 

Il miglioramento del quadro congiunturale ha comportato una crescita della partecipazione al mercato del lavoro e una riduzione del tasso di disoccupazione. I redditi delle famiglie hanno beneficiato della dinamica occupazionale. Si è ridotto rispetto a giugno dello scorso anno il numero delle famiglie percettrici del Reddito o della Pensione di cittadinanza, la cui incidenza rimane superiore a quella nazionale. I consumi continuerebbero a crescere nel complesso dell'anno, ma a un tasso più basso rispetto a quello osservato nel 2021, risentendo del rialzo dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari.