Contro Milano

La peggiore Dinamo di sempre davanti al proprio pubblico

In serie A soltanto una sconfitta peggiore, ma fuori casa, nel 2016. Bucchi ricorda i progressi fatti a Pesaro e contro il Paok.

La peggiore Dinamo di sempre davanti al proprio pubblico
Dinamo
Coach Bucchi

L’applauso ricevuto a fine gara è stato un gesto di classe da parte della tifoseria sassarese, celebrato dalle pagine social più seguite sul basket italiano ma anche dal presidente Sardara “Dobbiamo lavorare per diventare quello che il nostro pubblico si merita”, ha scritto il numero uno della Dinamo.

Nella sconfitta contro Milano (63-92, grazie a un ultimo quarto in cui l’Olimpia ha permesso ai sassaresi di limitare il passivo), la Dinamo ha sfoggiato la peggiore prestazione tra le mura amiche in dodici anni di Serie A. Toccando il -42 nel cuore del terzo quarto e subendo un parziale di 32-0 tra il 14’ e il 26’ minuto di gioco. Il tutto davanti a un PalaSerradimigni sold out.

È vero che Milano doveva dare un segnale dopo le batoste di Eurolega, ma questa Dinamo si è dimostrata capace di competere per un solo quarto. Poi si è sciolta e disunita davanti alla prima difficoltà. “E’ come se i giocatori si fossero subito accorti che davanti alla fisicità degli avversari sarebbe stato troppo difficile”, ha commentato Piero Bucchi a fine gara. Parole che sanno di resa, prive di rabbia e frustrazione: della prestazione si parlerà domani in allenamento. Per il coach, è un tentativo di chiudere subito la parentesi e tenere accese le luci sui progressi visti nella gara di Champions League contro il PAOK, ma anche, aggiunge “nella sconfitta di Pesaro”.

“Palle perse da partita di minibasket”, commenta invece Eimantas Bendzius, pensando ai facili lay-up concessi a Milano nel secondo quarto. Nel gruppo c’è chi questa sconfitta non la digerisce, e si ricorda come, indipendentemente dal budget a disposizione per costruire la squadra, in queste partite da Davide contro Golia la Dinamo ha sempre combattuto, con orgoglio. Unica eccezione, il 2 gennaio del 2016, un -35 a Milano quando la guida della squadra c’era Calvani, il budget era superiore ma la squadra costruita altrettanto male. 

È vero, la Dinamo ha subito la fisicità di Milano, e Stephens, il centro ingaggiato per sostituire Onuaku, ha raccolto appena due rimbalzi in 22 minuti. Davanti alla pressione difensiva dei lombardi la Dinamo ha scelto di non giocare, complice l’involuzione in regia di Gerald Robinson e il ritorno in campo, al posto di Nikolic, di Chris Dowe, già protagonista in negativo dell’avvio di stagione. Il suo rientro dopo due mesi di assenza è stato ancora una volta annoverato tra gli alibi per un cattiva prestazione, come se la Dinamo fosse l’unica compagine alle prese con gli infortuni.