Tumori curati con gli ultrasuoni, il pm chiede 24 anni per una dottoressa di Tortolì

La donna - che ha sempre dichiarato di essere innocente - è accusata di omicidio volontario aggravato, circonvenzione di incapace e truffa

Tumori curati con gli ultrasuoni, il pm chiede 24 anni per una dottoressa di Tortolì
Tgr Sardegna
tribunale cagliari

Ventiquattro anni e due mesi di reclusione sono stati chiesti dalla pm Giovanna Morra al termine della requisitoria davanti alla Corte D'Assise di Cagliari - presieduta da Tiziana Marogna - nei confronti di Alba Veronica Puddu, la dottoressa di 52 anni di Tertenia accusata di omicidio volontario aggravato, circonvenzione di incapace e truffa. Secondo l'accusa la professionista ha curato pazienti affetti da tumori con metodologie alternative - come ultrasuoni o radiofrequenze - che, avrebbero ridotto l'aspettativa di vita dei malati e accelerato la morte. L'accusa di omicidio volontario è rimasta in piedi solo per la morte di Fiorenzo Fiorini, una delle tre vittime trattate con le cure della dottoressa Puddu. Gli altri capi di imputazione, invece, valgono per tutti e tre i pazienti deceduti: oltre a Fiorini, Davide Spanu e Franco Garau. L'imputata nell'ultima udienza prima delle discussioni, aveva reso dichiarazioni spontanee: "Non ho mai proibito né scoraggiato i miei pazienti a seguire le terapie tradizionali come radioterapia e chemioterapia. Tutto ciò che hanno fatto è stata una libera scelta di ciascuno". L'indagine era partita dopo un'inchiesta televisiva in cui venivano segnalati casi di malati oncologici che avevano abbandonato le terapie tradizionali per quelle proposte da Alba Veronica Puddu, come ultrasuoni, radiofrequenze e rivitalizzazione del sangue, tipologie di trattamenti il cui ambito tipico di applicazione sarebbe quello della medicina diagnostica o estetica. Nel 2018 la Procura di Lanusei aveva sequestrato nello studio della professionista a Tertenia parte della sua strumentazione medica. Nel maggio 2018 il Gip Francesco Alterio aveva interdetto la donna dall'esercizio della professione medica. Alla richiesta di condanna della Pm Giovanna Morra nei confronti di Alba Veronica Puddu - la dottoressa di 52 anni di Tertenia che secondo l'accusa curava i pazienti affetti da tumori con metodologie alternative - si sono associate le parti civili in rappresentanza dei parenti delle tre vittime con i legali Mauro Massa, Marco Spanu, Rita Dedola e Gianfranco Sollai. Quest'ultimo, che tutela i familiari di Davide Spanu, ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura di Lanusei affinché si proceda per omicidio volontario anche per la morte di Spanu. La difesa, rappresentata dagli avvocati Michele Zuddas e Nicola Oggianu, ha chiesto invece l'assoluzione dell'imputata "perché il fatto non sussiste". Secondo i due legali, infatti, "sulla morte di Fiorenzo Fiorini non esiste la prova che il decesso sia avvenuto a causa delle cure della dottoressa Puddu, nessun perito è riuscito a dimostrarlo. L'uomo si era rifiutato di sottoporsi all'intervento che gli avevano consigliato i suoi oncologi. Così come non c'è nessuna prova che dimostri la circonvenzione di incapace, il dolo e la truffa: tutti i pazienti hanno fatto le loro libere scelte". L'udienza è stata aggiornata al 19 gennaio per le repliche e la sentenza.