Cna, in 10 anni caleranno valore aggiunto e redditi

Report su evoluzione demografica e calo occupazionale

Cna, in 10 anni caleranno valore aggiunto e redditi
tgr
Gente per strada

Nei prossimi dieci anni il valore aggiunto regionale rischia di passare dai 29,2 miliardi di euro del 2020 ai 24,7 miliardi del 2031: un calo del Pil pro-capite pari al -6,4 per cento. E' l'allarme di Cna Sardegna in un report sull'evoluzione demografica e del calo occupazionale . Secondo l'associazione artigiana, nel corso dell'ultimo decennio, tra il 2011 e il 2021, in Sardegna la popolazione in età compresa tra 15 e 64 anni è diminuita di 110mila unità: una contrazione di oltre il doppio del dato registrato a livello nazionale (-4,3%). 

Nell'Isola le trasformazioni della struttura per età della popolazione avranno un rilevante impatto sul mercato del lavoro e, più in generale, sul potenziale di crescita del sistema produttivo e sulla sua capacità di generare ricchezza. 

Sempre tra il 2011 e il 2021 l'isola ha registrato 91mila residenti in meno. È probabile - sostiene Cna - che nel prossimo decennio l'entità del calo della popolazione in età da lavoro arrivi almeno a 188mila unità (-18,6%) con una riduzione del numero di occupati tra le 97mila (-17,7%) e le 84mila unità (-15,4%).

Attualmente circa 270mila sardi (il 26,5% della popolazione tra 20 e 64 anni) si dichiarano completamente disinteressati al lavoro: una quota notevolmente maggiore rispetto al dato medio nazionale (22,1%) In Sardegna risulta occupato solo il 49,5% delle donne in età 20-64 anni, contro un dato nazionale del 53,2% 

"Senza efficaci politiche del lavoro, di contrasto allo spopolamento e alla denatalità e un piano di sviluppo serio e credibile le trasformazioni demografiche in atto porteranno ad un calo netto del numero di occupati e a un decisivo arretramento del sistema economico regionale - commentano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna - Inoltre, l'invecchiamento della popolazione determinerà un deciso incremento della spesa destinata a sanità e assistenza, mentre i bassi livelli occupazionali e reddituali faranno lievitare la spesa per interventi di integrazione salariale, sottraendo agli investimenti sul territorio importanti quote di ricchezza prodotta".