Il processo in Vaticano

La Segreteria di Stato chiede a Becciu un maxi risarcimento per danno d'immagine

La somma dovrebbe essere eventualmente pagata dai dieci imputati. La difesa del cardinale: "Non ha commesso alcun reato e conseguentemente non ha arrecato alcun danno"

La Segreteria di Stato chiede a Becciu un maxi risarcimento per danno d'immagine
Ansa
Il cardinale Angelo Becciu

Un danno di immagine definito “gravissimo” e che una consulenza tecnica di parte ha fissato tra i 97 e i 177 milioni di euro, con una stima media di 138 milioni di euro. È quanto richiesto, nella cifra più alta della forchetta, come risarcimento dalla Segreteria di Stato vaticana, rappresentata dalla professoressa Paola Severino, al termine del suo intervento nel processo della gestione dei fondi della Segreteria di Stato e della compravendita del palazzo di Londra, fatti finiti al centro di un'inchiesta che vede imputate di fronte al Tribunale del Vaticano dieci persone, tra cui il cardinale Angelo Becciu. 

Anche lo Ior ha avanzato la richiesta di restituzione dei presunti fondi sottratti e che la parte civile fissa intorno ai 206 milioni di euro, insieme alla richiesta di quasi un milione di euro per danni morali e reputazionali dell'Istituto. A stretto giro è arrivata la risposta dei difensori del cardinale Becciu: "Le richieste di risarcimento del danno avanzate dalle parti civili e, tra queste, dalla Segreteria di Stato, sono in linea con il ruolo dalle stesse tipicamente svolto nei processi. Ma il cardinale Becciu non ha commesso alcun reato e conseguentemente non ha arrecato alcun danno",  hanno dichiarato i legali del cardinale, che poi hanno aggiunto: "Confidiamo nel giudizio terzo ed imparziale del tribunale".