Sicilia
10 Dicembre 2018 Aggiornato alle 12:54
Cronaca

Corruzione sull'Etna

Cinque fermati per gli appalti sull'Etna. Ai domiciliari, il Sindaco di Bronte. Indaga la Guardia di Finanza.
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Arresti per corruzione sull'Etna
Operazione anticorruzione sull'Etna. Cinque persone coinvolte, due sospese dalle funzioni e 18 indagate. Ai domiciliari, il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, che avrebbe chiesto ad un'azienda interessata ad un appalto per la produzione di energia elettrica di simulare un aggravio dei costi, allo scopo di ottenere per sé una tangente da 20 mila euro. Arresti anche per Francesco Barone, di 64 anni, dirigente dell'area tecnica del Comune di Linguaglossa, Francesco Augusto Russo Morosoli, di 41 anni rappresentante legale dell'impresa omonima, Simone Lo Grasso, 46 anni, e Salvatore Di Franco, 58 anni, entrambi dirigenti dell'impresa. Turbata liberta' degli incanti e corruzione: queste le accuse. I fatti riguardano l'affidamento del servizio di trasporto sul versante Nord dell'Etna tra il 2016 e il 2018 e di un immobile del Comune di Linguaglossa sul Monte Conca, nel 2018. Morosoli deve rispondere anche del reato di estorsione ai danni di dipendenti dell'emittente televisiva Ultima Tv e di sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte. Il gip ha anche deciso la sospensione dai pubblici uffici nei confronti di Orazio Di Stefano, funzionario dell'Ente Parco dell'Etna, per corruzione, e di Alessandro Galante, agente della Polizia di Stato, per concorso nel reato di turbata libertà degli incanti. Le indagini della Guardia di Finanza di Riposto hanno fatto ricorso ad intercettazioni e appostamenti. Sequestrati dei documenti. Quel che emerge è un quadro di favori reciproci tra pubblici ufficiali per determinare una gestione monopolistica del settore, affidata da oltre 20 anni alle aziende di Russo Morosoli, il quale avrebbe pure distratto fondi per 690 mila euro. Il gip ha disposto il sequestro di beni per un valore equivalente, sequestrando le azioni della società e nominando un amministratore giudiziario. Perquisiti abitazioni e uffici dei 18 indagati.

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