Sicilia
    14 Ottobre 2019 Aggiornato alle 15:32
    Cronaca

    Braccianti rumeni sfruttati e malmenati, blitz nel Trapanese

    Obbligo di dimora per quattro persone e sequestri. L'operazione della Guardia di Finanza, che ha scoperto un'organizzazione criminale. I lavoratori pagati 3 euro all'ora e minacciati
    Credits © Tgr
    Scoperto un giro di sfruttamento di braccianti agricoli stranieri nel Trapanese dove i finanzieri hanno eseguito quattro provvedimenti cautelari di obbligo di dimora nei confronti di tre persone di nazionalità italiana ed un rumeno, appartenenti ad un'organizzazione criminale dedita allo sfruttamento di braccianti agricoli di nazionalità rumena, indagati per il reato di Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le Fiamme Gialle inoltre hanno eseguito la misura cautelare del sequestro preventivo della società cooperativa per mezzo della quale l'organizzazione operava e dei beni aziendali mobili ed immobili ad essa intestati. Perquisiti abitazioni e luoghi utilizzati dal sodalizio come basi operative per la gestione dell'attività illecita. Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Marsala ha disposto la nomina di un custode con funzione di amministratore giudiziario dei beni sequestrati, compresa la Cooperativa agricola - del valore di circa 400mila euro - che forniva da diversi anni servizi di manodopera a diverse e importanti aziende agricole del territorio trapanese e non solo. Le indagini - avviate nel 2016 e sviluppatesi attraverso l'assunzione di sommarie informazioni da parte delle decine di braccianti agricoli vittime dello sfruttamento, l'attività di osservazione, pedinamento ed intercettazione delle conversazioni telefoniche degli indagati, nonché quella di sopralluogo dei fondi coltivati con l'ausilio di personale dell'Ispettorato del Lavoro di Trapani - hanno permesso di accertare l'esistenza nel Trapanese, da quasi un decennio, di un'attività criminale organizzata, mai interrotta negli anni e tuttora in essere, dedita allo sfruttamento di braccianti agricoli di nazionalità rumena. I lavoratori venivano reclutati ed accompagnati sui campi da lavoro (nella disponibilità della Cooperativa in virtù di contratti di affitto e/o comodato) di Marsala, Mazara del Vallo, Partanna, Salemi, Castelvetrano e Pantelleria per essere impiegati a nero e in condizioni vessatorie, sottoposti a continua sorveglianza e violenze, intimidazioni, offese a sfondo razziale, minacce, talvolta anche mediante uso delle armi, per un compenso di 3 euro all'ora a giornata lavorativa di 11/12 ore, dal lunedì al sabato, dalle cinque del mattino alle quattro del pomeriggio con la possibilità d fruire al massimo di mezz'ora per la pausa pranzo. 
    
    					

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