Sicilia
    17 Ottobre 2019 Aggiornato alle 07:00
    Cronaca

    Nino Di Matteo eletto al Consiglio superiore della magistratura

    Il magistrato palermitano eletto con 1184 voti
    Credits © Tgr Sicilia Nino Di Matteo
    Nino Di Matteo
    Nino Di Matteo e Antonio D'Amato sono i due pm eletti al Consiglio superiore della magistratura.

    Di Matteo, ex pubblico ministero del processo sulla trattativa Stato-mafia e ora sostituto alla Dna, indipendente ma vicino ad Autonomia&Indipendenza, ha ottenuto 1184 voti.

    D’Amato, procuratore aggiunto a Santa Maria Capua Vetere - candidato dalla corrente moderata Magistratura Indipendente - ha avuto 1460 voti. 

    D’Amato e Di Matteo sostituiscono a Palazzo dei Marescialli i due togati Antonio Lepre e Luigi Spina, che si sono dimessi dopo lo scandalo che ha travolto il Csm per i fatti emersi dall’inchiesta di Perugia.

    Una carriera in magistratura tutta sul fronte della lotta alla mafia, Nino Di Matteo, 58 anni, arriva al Csm (con 1184 preferenze su 6799 votanti) dalla direzione nazionale antimafia. Gli ultimi mesi sono stati parecchio travagliati: il capo dell’ufficio, il procuratore Federico Cafiero De Raho lo ha infatti estromesso dal pool d’indagine sulle stragi dopo un’intervista. E il caso è all’attenzione proprio del Csm, che dovrò valutare la legittimità del provvedimento.
     
    Nino Di Matteo, palermitano, è in magistratura dal 1991, nel 1999 ha iniziato a indagare sulle stragi di Capaci e Via D’Amelio, in cui furono uccisi Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte.

    Si è occupato anche degli omicidi dei magistrati Rocco Chinnici e Antonino Saetta. A Palermo, le sue indagini hanno invece portato alla condanna dell’ex capo della squadra mobile Ignazio D’Antone, per concorso esterno in associazione mafiosa. Di Matteo ha fatto condannare i killer di Pio La Torre, il segretario regionale del Pci ucciso nel 1982, e del collaboratore del Sisde Emanuele Piazza.

    L’ultimo processo, quello sulla trattativa Stato-mafia, si è concluso con pesanti condanna per boss e rappresentanti delle istituzioni.

     
    
    					

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