A Vizzini nascerà il più grande impianto agrivoltaico d'Italia

La sfida di una multinazionale danese per coniugare produzione di energia pulita e agricoltura

Taglio del nastro
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Taglio del nastro

I pannelli fotovoltaici saranno rialzati di 1,3 metri per consentire il passaggio delle pecore e non “bruciare” il suolo sottostante. E' una delle caratteristiche dell'impianto agrivoltaico che sorgerà a Vizzini nel Catanese. A regime sarà in grado di produrre circa 405 GWh di energia all'anno, sufficiente ad alimentare oltre 135 mila famiglie, quasi equivalente alla popolazione di Catania e sarà uno dei più grandi impianti agrovoltaici d'Italia e uno tra i principali in Europa. A realizzarlo, con un investimento di oltre 200 milioni di euro, la danese European Energy. "Il progetto - ha detto Alessandro Migliorini, head of public affair, Italia, European Energy - è stato sviluppato in stretta collaborazione con gli attori locali e le autorità, ponendo particolare attenzione all'integrazione dell'impianto nel territorio circostante".

“Una grande opportunità per il territorio per mille motivi, è il connubio perfetto tra l'energia pulita, l'agricoltura e l'allevamento” ha dichiarato all'Ansa il sindaco di Vizzini, Salvatore Ferraro, in occasione del taglio del nastro con l'avvio simbolico dei lavori. "All'interno di questo contesto - ha aggiunto - ci sarà un nuovo polmone verde, una nuova crescita con la riforestazione, diverse tipologie di piante, dalla quercia roverella a quella da sughero, dall'olivastro al carrubo". "L'evento di oggi - ha detto l'ambasciatore di Danimarca in Italia, Peter Taks›e-Jensen- è un esempio della transizione energetica in Europa che affronta il modo in cui possiamo costruire al meglio la competitività e un futuro resiliente e prospero per i nostri agricoltori e le nostre imprese". L'impianto consentirà la coesistenza tra pannelli fotovoltaici e attività rurali che permetteranno il pascolo degli animali e il mantenimento delle superfici agricole produttive. Nel sito è prevista infatti la presenza di circa 820 ovini, a conferma dell'integrazione tra produzione energetica e allevamento 'secondo natura'.