Sicilia
02 Luglio 2022 Aggiornato alle 19:36
Cronaca

Scopelliti, trovata l'arma del delitto a 27 anni dall'omicidio del giudice

L'annuncio del rinvenimento dell'arma del delitto è stato dato dal procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nel corso dell'annuale commemorazione a Piale presso la stele dedicata al giudice Scopelliti.

E' stata trovata nel catanese l'arma con cui il 9 agosto del 1991 fu ucciso in località Piale di Villa San Giovanni, nel reggino, il giudice della Corte di Cassazione Antonino Scopelliti. Si tratta di un fucile calibro 12, "a pallettoni". Del ritrovamento dell'arma si è appreso stamattina a margine della cerimonia organizzata in occasione del 27simo anniversario dell'assassinio del magistrato.

Scopelliti avrebbe dovuto rappresentare l'accusa contro gli imputati del maxiprocesso di mafia a Palermo.

L'annuncio del rinvenimento dell'arma del delitto è stato dato dal procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nel corso dell'annuale commemorazione a Piale presso la stele dedicata al giudice Scopelliti.

"Quella di oggi - ha detto Bombardieri - è una cerimonia importante, sono passati tanti anni da quando un servitore dello Stato, un collega impegnato seriamente nel suo lavoro, è stato assassinato barbaramente, ed è un giorno ancora più importante perché possiamo dire che nelle indagini che la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria sta portando avanti sempre in relazione a quel fatto atroce, abbiamo raggiunto e aggiunto un tassello importante alle indagini".

Le indagini adesso devono chiarire chi è stato a sparare: non si è mai riusciti ad arrivare ai nomi dei killer. "A seguito di un'attività mirata - ha aggiunto il procuratore Bombardieri - riteniamo di aver rinvenuto e sequestrato l'arma con cui è stato assassinato il consigliere Scopelliti. Una serie di elementi ci inducono a ritenere che l'arma rinvenuta e sequestrata, peraltro nel territorio del Catanese, sia quella utilizzata per l'omicidio. È un'attività della Dda in relazione alla quale però al momento non aggiungiamo altro. Ci sembrava doveroso dirlo oggi, è un sequestro dei giorni scorsi, per rispetto alla memoria del collega e della sua famiglia".

					

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