Sicilia
23 Aprile 2019 Aggiornato alle 12:37

La capra girgentana e la storia che l'ha salvata dall'estinzione

Introdotte dagli Arabi più di mille anni fa, originarie dell'Afghanistan, producono un latte pregiatissimo che il caseificio di Giacomo Gatì a Campobello di Licata trasforma in pregiati formaggi a caglio vegetale
di Ernesto Oliva

Storia vuole che siano state introdotte in Sicilia più di mille anni fa dagli Arabi, dopo una migrazione partita dall'Afghanistan: qualche decennio fa, la capra girgentana - con le tue tipiche corna a cavaturacciolo ed il portamento fiero - si era ridotta ad un centinaio di esemplari: il suo latte delicato, prodotto in quantità limitata, ne aveva fatto una razza poco apprezzata dagli allevatori. 

Ma Giacomo Gatì - metalmeccanico con la passione dell'agricoltura -  ha deciso a Campobello di Licata di salvare la girgentana dall'estinzione. Il passo successivo - cominciando dai testi di Plinio il Vecchio - è stata la sperimentazione della produzione di formaggi a caglio vegetale: fico, pigne verdi, finocchietto, zucca, cardo. Un salto nel buio tutelato da passione e testardaggine che ha gli ha permesso di creare un'azienda che oggi esporta in tutta Italia ed all'estero.

Oggi i formaggi delle capre girgentane sono prodotti di qualità ricercati anche in Francia, la patria del caprino: forse il maggior riconoscimento delle qualità offerte da un animale che rappresenta il pregio delle risorse locali. 

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