Sicilia
    02 Luglio 2020 Aggiornato alle 15:53
    Cronaca

    Colpo alla cosca delle Madonie

    Operazione dei carabinieri. Fermate 11 persone ritenute legate alla cosca di San Mauro Castelverde. Sono gli eredi dei Farinella

    Il nonno Giuseppe morto in carcere nel 2017, il figlio Domenico che dal carcere era appena uscito nel 2020 dopo una lunga detenzione e il nipote Giuseppe che ha gestito le sorti del mandamento di San Mauro Castelverde tra le province di Palermo e Messina. 

    Undici le persone fermate nell'operazione "Alastra" dei carabinieri.

    Alle vittime del pizzo era imposto di pagare o di acquistare forniture di carne da una macelleria di Finale di Pollina gestita da Giuseppe Scialabba, braccio destro di Giuseppe Farinella. E' quanto emerge
    dall'operazione "Alastra" dei carabinieri che hanno fermato 11 persone, assestando un duro colpo al mandamento di San Mauro Castelverde.

    I tentacoli del mandamento si erano allungati anche  sull'organizzazione dell'Oktoberfest del 2018 a Finale di Pollina, quando, per impedire la partecipazione alla sagra di un commerciante che non si era piegato alle imposizioni del clan, gli indagati non avevano esitato a devastargli lo stand. Con la liberta', nell'aprile 2019, Domenico Farinella ha deciso di concentrare nelle sue mani il vertice della cosca e ha ordinato agli associati liberi di intensificare la presenza sul territorio, avviando una nuova spirale di estorsioni ai danni dei commercianti.

    Anche un ispettore di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Voghera sarebbe stato "a disposizione" del boss Domenico Farinella. Sarebbe indagato per corruzione aggravata perche' "avrebbe accettato la promessa - e' la contestazione del reato consumato il 7 marzo scorso a Voghera - della dazione di un orologio da parte di Domenico Farinella, quale ricompensa per avere posto in essere un atto contrario ai doveri ufficio, consistito nel trasmettere, su richiesta del Farinella, alcune richieste/informazioni ad un detenuto, e, successivamente, nel riportare a Farinella la risposta del detenuto".

    Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo investigativo dell'Arma di Palermo, Farinella si è rivolto all'assistente di polizia penitenziaria contattandolo una prima vola tramite whatsapp. E poi, siamo ai primi di marzo di quest'anno, i due si incontrano. L'uomo - scrivono i pm - si era posto da intermediario nell'interlocuzione tra Farinella e un altro soggetto, detenuto ("Enzo" e' il nome carpito dai militari, ndr) all'interno del carcere di Voghera, il tutto da mettere in relazione a un'abitazione di Palermo, che il 12 marzo sarebbe stata battuta all'asta", dove dimorano la moglie del reggente del mandamento di San Mauro Castelverde Domenico Farinella e figlia del boss di Santa Maria di Gesu', Giovan Battista Pullara', "con i figli e la propria madre". 



     
    
    					

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