Sicilia
    10 Agosto 2020 Aggiornato alle 18:13
    Cronaca

    Emergenza migranti: chiuso l'hotpost di Lampedusa. Fughe a Palermo e Ragusa

    Sovraffollato il centro di contrada Imbriacola, con mille persone. Si torna a chiedere lo stato d'emergenza. Rientrato il migrante positivo scappato dal Covid hotel di Palermo. In 28 scappano da centro nel Ragusano
    di Agnese Licata - montaggio: Rosario Nigro

    La tensione crescente sul tema migranti in Sicilia si misura dalle dichiarazioni dei sindaci in prima linea. A partire da quello di Lampedusa, Totò Martello, che ha deciso di chiudere l'hotpost dopo gli ultimi sbarchi che hanno riportato gli ospiti a sfiorare quota mille. Resta la richiesta anche del presidente della Regione Musumeci rivolta al governo: dichiarare lo stato d'emergenza. Nel frattempo, i prossimi migranti che raggiungeranno l'Isola dovranno restare sul molo. Stasera in 200 dovrebbero essere trasferiti a Porto Empedocle. 

    Tra domenica e lunedì dovrebbe arriva la nave scelta dal ministero dell'Interno per la quarantena. Sarà collocata proprio a largo di Lampedusa con 6-700 posti. Per i militari si dovrà invece aspettare qualche altro giorno. Cercheranno di ridurre il fenomeno delle fughe dai centri, come quella avvenuta nella notte dal Covid hotel di Palermo che ospita alcuni stranieri positivi. Il migrante egiziano scappato si è ripresentato spontaneamente nel primo pomeriggio. Ora si sta tentando d'identificare le persone con cui è entrato in contatto mentre la prefettura ha rafforzato il presidio. Altra fuga, dal centro di contrada Cifali, a Ragusa, denuncia l'assessore Razza: in 28 sono scappati e un carabiniere è rimasto ferito. 

    Proprio i sindaci del Ragusano chiedono risposte. Arrivano appelli da Pozzallo, Comiso, Ragusa. "Il Viminale sta lavorando molto ma manca una regia unica, protocolli comuni, comunicazioni chiare" denuncia Roberto Ammatuna, primo cittadino di Pozzallo. 

    Infine, a Vizzini, in provincia di Catania, le pesanti critiche delle istituzioni locali non sono servite a fermare il progetto del ministero dell'interno di una tendopoli in una zona militare dismessa. Oggi mezzi e personale della Croce rossa a lavoro per preparare l'area.    
    
    					

    Potrebbero interessarti anche...

    
    					
    						

    Altri video da Cronaca