Sicilia
    16 Gennaio 2021 Aggiornato alle 16:13
    Cronaca

    Nuove alleanze criminali nell'Agrigentino: 12 arresti

    Mafia e Stidda alleate per portare avanti estorsioni, traffico di droga, corruzione. Tra gli arrestati anche un consigliere comunale di Palma di Montechiaro
    di Agnese Licata - montaggio: Emanuele Guida

    Un'organizzazione criminale "ibrida", la definiscono gli inquirenti. Nata da nuove alleanze per rafforzare il controllo sul territorio: economia,  politica, commercio di droga.

     Tra Palma di Montechiaro, Licata e Favara, in provincia di Agrigento, i carabinieri hanno arrestato 12 persone. 35 le denunce. 

    Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, spiega di come si sia creata una "Joint venture tra mafia palermitana, Stidda agrigentina e anche 'ndrine calabresi per il traffico di droga. È un'organizzazione nuova a livello investigativo che si chiama paracco".

    Il capo di questo paracco sarebbe Rosario Pace. Suo cugino fu tra i responsabili dell'omicidio del giudice Rosario Livatino. Mentre a fare da raccordo tra Cosa nostra e Stidda, il nome per gli inquirenti è quello di Giuseppe Blando, fratello di uno dei favoreggiatore della latitanza di Giovanni Brusca, colui che azionò il comando a distanza dell'esplosivo per la strage di Capaci.
     
    Insomma, sepolti i contrasti, tutti collaborano per gli obiettivi di sempre: estorsioni, usura, infiltrazioni negli appalti e nella politica. Tra i nomi finiti in carcere c'è quello di Salvatore Montalto, attuale consigliere comunale a Palma di Montechiaro, Udc. Sarebbe stato individuato e eletto dallo stesso gruppo criminale per poi ottenere appalti, agevolazioni.

     Nelle carte dell'inchiesta, spunta anche il nome di Carmelo Pullara, deputato regionale, di Licata, eletto tra le fila dei popolari e autonomisti. Non è indagato.  A lui, secondo gli inquirenti, sarebbero andati i voti di questo gruppo criminale. Non c'è alcuna prova che Pullara ne fosse a conoscenza, l'obiettivo sarebbe stato quello di ottenere i suoi favori una volta eletto. 
    Pullara precisa di non aver mai portato avanti alcuna condotta illecita. 
    
    					

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