Vera Schiopu, gli inquirenti non credono al suicidio

Si tratterebbe di femminicidio per i pm che portano avanti l'inchiesta. L'impiccagione nel casolare in contrada Sferro, nelle campagne di Paternò, sarebbe stata una messa in scena del fidanzato della vittima e di un suo amico. Entrambi in carcere

Gli inquirenti della procura di Caltagirone non credono che la venticinquenne moldava Vera Schiopu si sia impiccata, così come hanno raccontato ai carabinieri Ciprian Apetrei, compagno della vittima e il suo presunto complice Costel Balan. 

Le loro testimonianze discordanti e altri elementi, come la corda troppo fragile o i segni di lividi sul corpo della ragazza, non convincono gli investigatori. 

I due sospettati si trovano in stato di fermo nel carcere di Caltagirone, dove incontreranno oggi l'avvocato alessandro la pertosa in vista dell'interrogatorio di garanzia. 

Apetrei, manovale rumeno di Trentatrè anni, è sospettato di omicidio, Badel di aver inscenato il suicidio insieme all'amico e connazionale. Entrambi si dichiarano innocenti. per questo si attende l'esito dell'autopsia. Il legale contattato in passato da entrambi, prima da Balan per pendenze relative ad alcuni furti di gasolio e poi da Apetrei, per accuse di minacce. Poco si sa della vittima che viveva con il presunto assassino in campagna, isolati da altre abitazioni. Massimo riserbo della procura anche sul possibile movente.