Mafia e politica, l'allarme dell'Arci: "Sette comuni etnei sotto inchiesta"

A Ramacca il sindaco indagato, e poi i casi di Palagonia, Tremestieri Etneo, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Paternò, amministrazioni sciolte per infiltrazioni o con la procedura prefettizia in corso

Comuni in odor di mafia. Si allunga la lista delle amministrazioni pubbliche della provincia di Catania coinvolte direttamente o indirettamente da inchieste giudiziarie.

L'ultima ha gettato pesanti ombre su Ramacca, grosso centro della piana di Catania, noto per la produzione del carciofo violetto in cui sono stati arrestati il sindaco Nunzio Vitale ed un consigliere comunale. L'allarme dell'Arci di Catania.

Le municipalità finite sotto la lente dei magistrati sono sette, alcune di queste già sciolte per infiltrazioni mafiose altre con la procedura prefettizia in corso.

Oltre Ramacca ci sono Palagonia, Tremestieri Etneo, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Paternò, tutte diversamente inquisite, in maniera diretta o indiretta.

Più del 10 per cento delle amministrazioni della provincia. A Misterbianco indagato un consigliere d'opposizione.

Una mafia sempre più presente nel territorio e nelle istituzioni, per quel controllo clientelare e di potere, sempre utile all'organizzazione e che tenta di insidiare anche la commissione regionale antimafia: uno degli arrestati nell'operazione “Mercurio” è proprio un componente, il deputato regionale Giuseppe Castiglione ed ex presidente del consiglio comunale di Catania.