Addio a Remo Girone, il Tano Cariddi de "La piovra"

Una brillante carriera tra teatro e cinema eppure il personaggio della serie ispirato alla figura di Michele Sindona gli restò addosso per sempre

Remo Girone ha consegnato alla storia della televisione italiana uno dei personaggi più indimenticabili del piccolo schermo: Gaetano "Tano" Cariddi, il banchiere corrotto e spietato de "La Piovra", figlio illegittimo di un boss, ispirato alla figura del faccendiere Michele Sindona.

Volto severo, sguardo tagliente, voce di velluto: Tano Cariddi incarnava la saldatura oscura tra mafia, politica e finanza nella Sicilia degli anni Ottanta, un antagonista carismatico che ha accompagnato la serie Rai - andata in onda dal 1984 al 2001 con una media di 10 milioni di spettatori a puntata - dalla terza alla settima e nella decima stagione diretta da Luigi Perelli.

Eppure, dietro quel ruolo leggendario che gli garantì il vero successo, rimanendogli addosso per sempre, c'era un attore completo e versatile che aveva attraversato i palcoscenici con Shakespeare, Miller e soprattutto Čechov. Nato il primo dicembre 1948 ad Asmara, in Eritrea, da genitori italiani, Remo Girone aveva scelto la recitazione giovanissimo. Una carriera intensa tra teatro, piccolo e grande schermo: oltre 50 pellicole e collaborazioni con registi come Scola, Bellocchio, Damiani, Greenaway e Mangold.
"Non ho mai scelto un personaggio per le sue qualità umane", ebbe a dichiarare in una intervista, "ma per la sua tipologia. Sono quelli importanti - ha aggiunto - che, al di là delle doti morali, muovono la storia. Anche il cattivo, se ben scritto, può illuminare il bene.”

Nel servizio Remo Girone in un'intervista di Domenico Cangemi del 2000 durante il set de "La Piovra" a Catania